Scopriamo insieme la salita al Monte Bisbino!

In una splendida giornata di maggio vado alla scoperta di un altro angolo di Mendrisiotto che non conoscevo, il Monte Bisbino. Un’escursione non esageratamente impegnativa, alla portata anche di chi non è abituato ad andare tutte le settimane in montagna, che soprattutto durante la salita regala i suoi scorci migliori: dal Mendrisiotto alla Lombardia, dal lago di Como alla Madonnina del Duomo di Milano che, nelle giornate più terse, brilla in lontananza.

Dal fascino di Sagno agli scorci del Bisbino

Il Monte Bisbino in Ticino è molto conosciuto anche per una bevanda alcolica, il gin artigianale, prodotta proprio ai suoi piedi, a Sagno. Sagno che è il nostro punto di partenza e che è un paesino super affascinante che profuma di tradizione e che ti fa da subito sentire in vacanza.

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

1° maggio 2025, Sagno (m691) – I Crusétt (m908) – Ul Praa Pian (m1115) – La Sola (m1162) – Monte Bisbino (m1244) e ritorno sullo stesso percorso

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Pronti, partenza, via!

Posteggiamo l’auto a Sagno. Vi è uno spiazzo con dei parcheggi alla fermata dell’autopostale. I cartelli segnaletici con l’indicazione “Monte Bisbino” si intravvedono subito. Si cammina su strada asfaltata finché non si imbocca il sentiero, che diventa presto mulattiera.

Questa prima parte è tutta nel bosco, in salita, finché non si arriva in località I Crusétt, situata al confine tra Svizzera e Italia. Da qui il sentiero prosegue più dolcemente lungo il crinale, inizialmente ancora nel bosco, permettendo di prendere un po’ di fiato.

Quando si esce dal bosco inizia il tratto dell’escursione che ho preferito, con scorci dapprima sulla Valle di Muggio, sul Mendrisiotto e sulle sue cime (sto già puntando la prossima…) e in seguito anche sul Lago di Como. Si arriva poi a Ul Praa Pian, un pratone ideale per fare una sosta prima di affrontare l’ultimo tratto di sentiero che porta alla cima.

Quest’ultimo si snoda in parte ancora nel bosco. Sono gli ultimi metri di salita prima di arrivare al Monte Bisbino. Dalla vetta, in una giornata limpida e di sole, il panorama è speciale e la vista si apre in modo spettacolare, con lo sguardo che spazia dal Mendrisiotto alla Lombardia, dal lago di Como alla Madonnina del Duomo di Milano, alle alpi svizzere.

La cima in sé, a mio avviso, non è così affascinante, non è selvaggia come mi sarei aspettata: alcune antenne e la presenza della strada asfaltata che sale dall’Italia (Cernobbio) tolgono un po’ di magia all’atmosfera. Ma del resto, dico sempre, è il viaggio che conta, non la destinazione 😉

Dopo un meritato pic nic decidiamo di tornare verso Sagno sullo stesso sentiero: l’obiettivo è rilassarci e quindi ce la prendiamo molto comoda, godendoci il panorama da ogni sua prospettiva.

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione al Monte Bisbino?

Classificazione: 3.5 su 5.

Qualche dato…

DURATACIRCA 2 ORE ALL’ANDATA (SALITA) E CIRCA 1.15 AL RITORNO (DISCESA)
LUNGHEZZA9.1 KM IN TOTALE
DISLIVELLO591M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOIN CIMA AL MONTE BISBINO C’È UN RISTORO (ITALIA)
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBININON PRIMA DEI 5 ANNI SECONDO ME
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIOIN PAESE A SAGNO

Qualche immagine…

Alpe di Caviano breve ma intensa

In questo periodo sono costantemente alla ricerca di escursioni brevi, a prova di treenne (ed eventualmente anche di passeggino). Escursioni brevi ma intense, che permettano di godersi la tanto amata montagna senza per forza macinare decine di chilometri e centinaia di metri dislivello. Ecco quindi che mi ricordo del territorio del Monte Generoso e, per la precisione, dell’Alpe di Caviano.

Alpe di Caviano, terrazza naturale sul Mendrisiotto

L’Alpe di Caviano a dire il vero l’ho conosciuta un paio di anni fa grazie al lavoro ed era quindi da un po’ nella mia personale “Bucket List”. Per raggiungerla ci sono diversi sentieri ma in questo sabato di inizio primavera scelgo quello che mi sembra più semplice e, appunto, a prova di treenne (che magari cammina, magari non ne ha voglia, magari corre, magari dorme nel passeggino, magari si butta per terra, magari… insomma, ci siamo capiti).

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

28 marzo 2024, Balduana (m1100) – La Grassa (m1090) – Alpe di Caviano (m957) e ritorno sullo stesso percorso

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Pronti, partenza, via!

Posteggiamo l’auto in zona Balduana (se volete allungare la passeggiata di circa 10-15 minuti, consiglio di lasciare la macchina al parcheggio di Bellavista, sono più o meno 10/15 minuti di tragitto in più). Passiamo dal Dosso dell’Ora e ci dirigiamo, su strada dapprima asfaltata e in seguito sterrata, verso la Grassa. Qui il sentiero si divide e noi proseguiamo in direzione Alpe di Caviano (i cartelli la danno in 35 minuti).

L’itinerario è facile, la strada forestale è infatti in leggera discesa e parzialmente all’ombra del bosco. Nell’ultimo tratto si trasforma in mulattiera e la pendenza della discesa aumenta man mano che ci si avvicina all’Alpe. Questo aspetto è da tenere presente per il ritorno a pancia piena 🙂

L’Alpe di Caviano non si vede finché non si esce dal bosco e ci si ritrova, quasi da un momento all’altro, su una terrazza naturale, da dove si gode di una vista interminabile e spettacolare che va dal Mendrisiotto alle Alpi.

L’Alpe di Caviano – che fa parte dell’Albergo Diffuso del Monte Generoso – è stata recentemente ristrutturata ed è un gioiellino. L’accoglienza è calorosa e il cibo molto buono. All’esterno vi sono una splendida terrazza dove godere del sole e della vista e un bellissimo pratone perfetto per qualsivoglia attività da treenne.

Ritorniamo seguendo lo stesso sentiero percorso all’andata. Di conseguenza il primo tratto è decisamente in salita e il resto dell’itinerario è in leggera salita. Prima di tornare all’auto facciamo una breve deviazione verso l’Alpe La Grassa per vedere gli animali. E chi si aspettava di vedere, proprio qui, un meraviglioso pavone?!

Una splendida giornata immersi nella natura, cosa volere di più per questa prima escursione primaverile?

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione all’Alpe di Caviano?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATA45 minuti all’andata e 50 minuti circa al ritorno
LUNGHEZZA6 KM in totale
DISLIVELLO148M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOALL’ALPE DI CAVIANO
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIOBELLAVISTA, O ZONA BALDUANA, O ZONA DOSSO DELL’ORA

Qualche immagine…

Passo delle Colombe e Passo del Sole: la gioia di ritornare ad alta quota!

Quando squilla il cellulare e leggo “teleticino” – nel pieno del mio congedo maternità – mi dico “Questo non può che essere lui!”. E in effetti dall’altra parte del filo, al mio “Pronto”, risponde Gianfranco De Santis di Treks, che mi propone un’escursione insieme. Sin da subito l’idea mi piace molto, anche se per essere messa in pratica mi devo necessariamente organizzare con il mio super marito. Zeno ha pochi mesi e non l’ho mai lasciato per una giornata intera ma può sicuramente essere una buona prova prima di rientrare al lavoro. Inoltre sono diversi mesi che non vado in montagna e non sono sicura di essere abbastanza allenata. Ma dopo qualche riflessione, alcuni giorni dopo accetto con piacere l’invito e propongo a Gianfranco un’escursione al Passo delle Colombe e al Passo del Sole.

Il Passo delle Colombe e il Passo del Sole: emblemi del nostro splendido territorio

L’escursione è circolare e si svolge a cavallo tra due regioni splendide del nostro territorio: la Valle di Blenio e la Leventina. Dal Passo delle Colombe e dal Passo del Sole, infatti, si possono ammirare entrambe: da un lato la Leventina, con la regione del Ritom e i suoi meravigliosi e rinomati specchi d’acqua, dall’altro la Valle di Blenio, con il Lucomagno e le cime più conosciute di questa vallata detta anche del sole. Il Pizzo Scopi, il Piz Terri, il Pizzo di Cadreigh, il massiccio dell’Adula, … Vi ho convinti? Seguitemi!

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

12 luglio 2022, Parcheggio di Casaccia (m1809) – Alpe Gana (m1820) – Piano dei Canali – Passo delle Colombe e Lago dei Campanitt (m2377) – incrocio prima dell’Alpe Carorescio (m2254) – Passo del Sole (m2375) – Lareccio – Stabbio Nuovo (m1887)- Campo Solario (m1848) – Alpe Gana (m1820) – Parcheggio di Casaccia (m1809)

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Pronti, partenza, via!

Posteggiamo l’auto al Parcheggio di Casaccia. La giornata è splendida e non potremmo chiedere di più! Dall’altro lato della strada ci sono i miei amati cartelli gialli. Iniziamo qui la nostra escursione dirigendoci, dapprima, verso l’Alpe Gana. Attorno a noi prati (inaspettatamente!) molto verdi e il fiume Brenno, la cui sorgente è poco sopra (Alpe Pertusio). Fin qui – mi dico – tutto okay, le gambe fortunatamente rispondono bene!

Superata l’Alpe Gana iniziamo a salire verso il riale dei Canali: è il primo vero strappetto della giornata ma, infilando un passo dopo l’altro, lo superiamo e giungiamo a quello che possiamo definire un altipiano, un anfiteatro con una vista straordinaria sul Pizzo delle Colombe e sulle sue guglie. Il panorama mozzafiato e l’aria fresca ci invitano, in questi giorni di canicola estiva, a proseguire di buona lena verso il Passo delle Colombe e il Lago dei Campanitt. È da qui in poi che, dopo un quarto d’ora circa di cammino in falso piano, la salita diventa più impegnativa ed è sempre qui che ci si imbatte nella maggior parte del dislivello dell’escursione. Il sentiero è piuttosto ripido e in diversi punti presenta degli “scaloni” naturali per i quali ci vogliono gambe lunghe. E se non le si hanno, come nel mio caso, ci vuole un po’ di grinta nel salire. Ma nulla che non si possa affrontare, anche perché le molte pause per ammirare il Pizzo delle Colombe e le sue torri e i suoi pinnacoli, sempre più vicini e maestosi, non mancano e aiutano a riprendere fiato. Quindi in meno di una trentina di minuti arriviamo in cima al Passo delle Colombe e, con pochi passi in più, al lago dei Campanitt.

Il luogo è incantevole ed è perfetto per un pic nic in tutta tranquillità, in riva al laghetto. Una volta rifocillatici, ripartiamo verso il Passo del Sole. In questo tratto di discesa verso l’Alpe Carorescio, ammiriamo la lussureggiante regione del Ritom. Viene voglia di scendere fino al lago Cadagno ma ancor prima di giungere all’Alpe Carorescio le indicazioni ci ricordano che, invece, dobbiamo salire ancora un po’.

Per arrivare al Passo del Sole occorre ancora affrontare, all’incirca, 120 metri di dislivello positivo. Questa volta è però una salita più dolce e meno decisa, che si compie in mezzoretta. Anche dal Passo del Sole il panorama è mozzafiato e ripaga di tutti gli sforzi fatti. Dopo una piccola pausa (ed esserci intrattenuti con alcuni bikers perché l’itinerario è molto battuto anche dalle mountain bike) intraprendiamo la via del ritorno. La discesa è dolce e non fastidiosa, vediamo dall’alto il Lago di Cane e, in circa un’ora, arriviamo dapprima a Lareccio e in seguito a Stabbio Nuovo. Da qui scendiamo altri dieci minuti in direzione di Campo Solario e, di lì a poco, siamo nuovamente all’Alpe Gana. Il tempo di una gazzosa al Luco Paradiso – un’incantevole baita che serve bibite e piccoli spuntini – e delle ultime chiacchiere con Gianfranco sulla splendida gita e torniamo al parcheggio di Casaccia. Grazie teleticino per questa splendida giornata, grazie Treks!

4 ore e mezza circa di escursione, due distretti, innumerevoli vette incantevoli, un lago alpino e, soprattutto, il ritrovato senso di libertà e la consapevolezza che, come non mai, la montagna è il mio habitat naturale!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione al Passo delle Colombe e al Passo del Sole?

Classificazione: 4.5 su 5.

Qualche dato…

DURATA4H30 CIRCA
LUNGHEZZA13.5 KM
DISLIVELLO789M POSITIVO,789 NEGATIVO
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOPOSSIBILITÀ DI SPUNTINI ALL’ALPE GANA (LUCO PARADISO)
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBININO
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIOCASACCIA (CHF 5 TUTTO IL GIORNO)

Qualche immagine…

Dal Lago del Naret al laghetto Laiòzz

Ce l’avevo nel mirino da tempo, il laghetto Laiòzz. Per la precisione da quella volta che ero salita al Lago del Naret, in piena estate, e avevo trovato ancora una quantità di neve pazzesca, tale da impedirmi l’escursione che avevo programmato. Ma questa volta sono stata più furba: ho scelto la fine dell’estate… e ho scelto bene!

Dal Lago del Naret al laghetto Laiòzz: da una meraviglia all’altra

In uno splendido sabato di metà settembre ci avviamo quindi verso il Narèt. Partiamo presto perché, anche in questo caso, la trasferta è abbastanza lunga. Fusio, già, non è vicinissimo, e il Lago del Naret dista circa 15 km dal villaggio, quindi un’altra mezzora abbondante di auto. Ma arrivati alla diga il paesaggo è meraviglioso e lo diventa ancor di più passo dopo passo.

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

18 settembre 2021, Lago del Naret(m2308) – Lago del Corbo o lago piccolo di Naret (m2349) – Lago Cristallina (m2399) – Laghetto Laiòzz (m2366) – Lago del Naret (m2308)

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Pronti, partenza, via!

Parcheggiamo l’auto poco sotto la diga e con grande sorpresa, pur essendo già le 10.30, siamo i primi. Ci avviamo a piedi percorrendo la strada asfaltata che, dove si incrociano le due dighe, va verso destra. In cinque minuti arriviamo ai cartelli gialli e, inizialmente, seguiamo le indicazioni che portano verso la Capanna Cristallina. Vi è subito uno strappetto non indifferente, che però porta a un punto molto panoramico, con una vista spettacolare sulle due dighe e sul lago. Quest’ultimo è di un colore incredibile e brilla sotto il sole settembrino.

Da qui, dopo una ventina di minuti, il sentiero si dirama. Non andiamo alla Capanna Cristallina ma procediamo costeggiando il lago fino alla sua fine, pur se in altitudine, finché il sentiero non inizia a salire verso il Lago del Corbo (o lago piccolo di Naret). I cartelli indicano come direzione finale il Lago Nero. Il Lago del Corbo è molto poco profondo e con poca acqua, lungo e stretto, e circondato interamente dal pascolo. Uno scenario speciale.

Il sentiero si perde un po’ e per continuare bisogna cercare con molta attenzione i segni bianchi e rossi dipinti sulle pietre. Senza perderci d’animo, in una decina di minuti arriviamo al Lago Cristallina, che ci sorprende per avere, sulle sue rive, tantissimi piccoli fiori bianchi “pelosi” (concedetemi il termine ma proprio non saprei con che altre parole descriverli!).

Ripartiamo quasi subito in salita, continuando a navigare un po’ a vista, fino a incontrare il sentiero che sale direttamente dal Lago del Naret). Questo significa che non siamo lontani dalla meta finale, il laghetto Laiòzz! E infatti manca solo un quarto d’ora di falso piano per arrivarci.

Il laghetto Laiòzz appare d’improvviso in tutta la sua meraviglia. Rimane sotto il sentiero ed è di un blu tanto luminoso quanto scuro e al suo centro ha un isolotto che lo rende unico. Si trova in una sorta di conca e deve in parte il suo colore alle pietre che lo circondano e alle montagne attorno che lo guardano dall’alto. Pure noi lo guardiamo all’alto, esasiati! Anche le nuvole che corrono in cielo contribuiscono a rendere lo scenario estremamente affascinante.

Dopo una lunga pausa torniamo verso il Lago del Naret in circa un’oretta, passando dal Passo del Sasso Nero. La discesa è facile e allietata dalla vista sul lago.

Una passeggiata facile e splendida, una regione che a mio avviso è tra le più belle del nostro Cantone e, non da ultimo, dopo tanto tempo un piccolo sogno realizzato: finalmente il Laghetto Laiòzz!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione al Lago del Naret e al laghetto Laiòzz?

Classificazione: 5 su 5.

Qualche dato…

DURATA2H40 CIRCA
LUNGHEZZA8 KM
DISLIVELLO397M POSITIVO,395 NEGATIVO
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIOAPPENA SOTTO LA DIGA

Qualche immagine…

Alpe di Porcaresc e laghetto di Salei

La Valle Onsernone è un gioiellino tutto da scoprire. È un po’ impervia e un po’ selvaggia ma nasconde tanta bellezza. E tante splendide escursioni. Non siamo riusciti a deciderci tra l’Alpe di Porcaresc e il laghetto di Salei, motivo per il quale abbiamo unito le due destinazioni in un unico itinerario alla scoperta della Valle di Vergeletto.

Alpe di Porcaresc e laghetto di Salei: la Valle Onsernone che non ti aspetti

La Valle di Vergeletto si raggiunge in auto con un po’ di pazienza e miliardi di curve. Vergeletto è l’ultima località: ci accolgono un vecchio ma splendido mulino, l’aria frizzante del mattino e quella sensazione di pace che si percepisce solo quando si è in vacanza. Ci sono subito chiare le ragioni che portano il turista a scegliere questa regione del nostro Cantone.

Fortunatamente, da Vergeletto, una coppia di amici ci accompagna in auto fino all’Alpe del Casone. Risparmiamo così un’ora e trenta di camminata rispetto a quanto ci avremmo impiegato partendo da Zotta, dove si trova la stazione a valle della teleferica che porta al laghetto di Salei, dove terminerà la nostra passeggiata.

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

14 agosto 2021, Alpe del Casone (m1282) – Alpe Porcaresc (m1790) – Capanna Alpe Arena (m1687) – Pièi Bachei- Passo del Busan (m2005) – Laghetto di Salei (m1923) – Capanna Salei (m1780) – Funivia

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Pronti, partenza, via!

Salutati e ringraziati i nostri amici, dall’Alpe del Casone ci avviamo comodamente su una strada battuta, in leggera salita. I primi 40 minuti non sono impegnativi. Invece al termine della strada inizia il sentiero che porta all’Alpe di Porcaresc e la musica cambia: sale subito a zig zag in modo piuttosto deciso, soprattutto nella prima parte, ma in mezzora abbondante arriviamo alla prima meta.

L’Alpe di Porcaresc è bellissima e vale la visita. È stata recentemente restaurata e regala splendidi scorci sulla Valle Onsernone. Ci concediamo una breve pausa facendo due chiacchiere con gli alpigiani e socializzando con gli animali (in particolar modo con le caprette) prima di ripartire alla volta dell’Alpe Arena, che raggiungiamo in un’ora e trenta circa. Questa parte di sentiero è molto piacevole, piuttosto pianeggiante e – non da ultimo – super panoramica. L’Alpe Arena, dove ci sono una stalla e un rifugio alpino composto da due edifici, si trova a un’altitudine inferiore rispetto all’Alpe di Porcaresc. Vi sono anche delle bibite in vendita, particolarmente apprezzate le gazzose!

Dopo una brevissima pausa ricominciamo a camminare: la meta finale è il laghetto di Salei ed è ancora piuttosto lontano (poco più di un’ora e mezza). Il sentiero è in gran parte formato da lastroni di pietra. Passiamo da Pièi Bachei, un’altra piccola alpe, e in circa un’ora di sali e scendi raggiungiamo il bivio per salire al Passo del Busàn. Quella che ci aspetta, e ci basta alzare lo sguardo per capirlo, è indubbiamente la parte più impegnativa dell’escursione: una mezzora di salita molto ripida, che non dà tregua. L’unica consolazione è sapere che, una volta in cima, mancheranno solo 15 minuti al lago. E quindi via, passo dopo passo, fino a raggiungere, boccheggiando (scusate il gioco di parole…), la bocchetta.

Una volta in cima al Passo del Busàn il panorama si apre e il sentiero per scendere al laghetto di Salei è molto comodo. In 10/15 minuti siamo sul bordo dello splendido specchio d’acqua, sulla cui superficie riposano delle alghe molto particolari che, complice la luce un po’ particolare del tardo pomeriggio, creano degli effetti ottici speciali.

Dal laghetto, dopo le mille foto di rito, in una decina di minuti arriviamo alla Capanna e, in altri cinque circa, alla stazione a monte della funivia che in 7-8 minuti che ci riporta a valle.

Che bella escursione e che bella scoperta la Valle Onsernone!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione all’Alpe di Porcaresc e al laghetto di Salei?

Classificazione: 4.5 su 5.

Qualche dato…

DURATA5H CIRCA
LUNGHEZZA12.33 KM
DISLIVELLO1142M POSITIVO, 640 NEGATIVO
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOSÌ, ALLA CAPANNA SALEI
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINIL’ITINERARIO COMPLETO È TROPPO LUNGO PER I BAMBINI
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIOA ZOTT (VERGELETTO)

Qualche immagine…

Tre escursioni in Svizzera a dir poco pazzesche!

Qualche settimana fa ho avuto il piacere di scrivere un articolo per tipsweek.ch, dove ho descritto tre escursioni in Svizzera a dir poco pazzesche. Ve lo ripropongo con piacere di seguito. Oppure potete leggere l’articolo anche qui.

Tre escursioni in Svizzera: i cinque laghi del Pizol, il ponte sospeso del Trift e il Saxerlücke e il Fählensee

La bella stagione è finalmente entrata nel vivo e con lei le mille possibilità di escursioni che offrono il nostro Cantone e, più in generale, il nostro Paese. Vi sono ancora diverse settimane da sfruttare per godersi l’estate in Svizzera. Ecco quindi che vi propongo tre escursioni in Svizzera di difficoltà diversa, in tre diversi angoli della Svizzera, che vi permetteranno di vedere delle vere meraviglie della natura.

Siete pronti? Allora zaino in spalla e via, non ve ne pentirete!

Le mille sfumature di blu dei cinque laghi del Pizol – Canton San Gallo 

L’escursione ai cinque laghi del Pizol è un classico svizzero che non vi deluderà, soprattutto se pianificata in settimana per evitare i numerosi escursionisti che, come voi, vorranno ammirare da vicino, e in un solo giorno, cinque laghetti di montagna molto scenografici e dalle mille sfumature di blu.   

I laghetti sono, nell’ordine, i seguenti: Wangsersee, Wildsee, Schottensee, Schwzarzee e Baschalvasee. Il più spettacolare è indubbiamente il secondo (Wildsee), di un turchese tanto acceso da sembrare finto, che fa da contrasto con il grigio e il verde delle montagne circostanti. Anche il terzo (Schottensee), più piccolo e rotondo, è splendido e vorrete fermarvi a lungo ad ammirarlo.  

Questi due laghi da soli valgono la fatica di questa escursione circolare di circa 4 ore, di difficoltà media, che a dire il vero non presenta particolari difficoltà per chi è abituato a camminare in montagna.  

Dopo aver parcheggiato l’auto a Wangs, che si trova a pochi chilometri da Bad Ragaz, nel Canton San Gallo, per raggiungere il luogo esatto in cui parte il sentiero (Capanna del Pizol) occorre prendere dapprima una gondola e in seguito due comode seggiovie.   

Tutte le foto e i i dettagli sull’itinerario da seguire sono disponibili qui.

Lo spettacolare ponte sospeso del Trift (Triftbrücke) – Canton Berna

Anche in questo caso c’è un lago di mezzo ma a rendere ancor più speciale l’escursione vi è il fatto che sopra questo lago… vi è un ponte sospeso! Avete capito bene! Il ponte è stato costruito perché sciogliendosi, negli anni, il ghiacciaio del Trift ha creato un lago glaciale dalle mille sfumature di blu, impedendo l’accesso alla capanna del Trift. È stato quindi necessario creare un nuovo accesso. La bellezza del luogo è incantevole e attraversare il ponte rende l’esperienza ancor più emozionante e adrenalinica!   

Questa meraviglia è davvero a portata di mano. Infatti, anche se il sentiero per raggiungere il ponte sospeso è completamente in salita, l’escursione non è per nulla difficile: in circa un’ora e mezza si affrontano 440 metri di dislivello positivo, un giusto prezzo da pagare per arrivare in cima e restare sbalorditi.  

Il sentiero parte dalla stazione a monte della Triftbahn, una piccolissima cabina che consiglio vivamente di prenotare.  

Tutte le foto e i i dettagli sull’itinerario da seguire sono disponibili qui.

Due gioielli svizzeri: il Saxerlücke e il Fählensee – Canton Appenzello Interno

Uno dei panorami più spettacolari dell’Appenzello e dell’Alpstein e – ma questa è una mia personale opinione – della Svizzera è quello che si può ammirare grazie all’escursione che da Hoher Kasten porta al Saxerlücke e al Fählensee.  

Il Saxerlücke è una montagna famosa per la sua forma unica che svetta verso il cielo, che probabilmente avrete già visto sui social media e che, quando l’ammirerete dal vivo, vi resterà nel cuore. Il Fählensee è invece un lago lungo e stretto, anch’esso molto conosciuto, e di una bellezza rara. Incastonato tra due strette pareti rocciose, il colore delle sue acque cambia di continuo e fermandovi per un pic-nic potrete coglierne i mille splendidi riflessi e i giochi di luce impareggiabili.   

Vedere questi due gioielli appenzellesi in un solo giorno è possibile, anche grazie agli impianti di risalita che da Brülisau portano a Hoher Kasten, ma occorre chiaramente un certo sforzo, non adatto a tutti. Va detto che fortunatamente la salita non è molta ma le ore di cammino dell’intera escursione circolare sono comunque all’incirca cinque e mezza. Per chi è abituato alla montagna non vi è nessun problema.  

Tutte le foto e i i dettagli sull’itinerario da seguire sono disponibili qui.

Cima di Medeglia

In quest’estate dalla meteo pazzerella, la montagna (e il mio blog…) stanno un po’ subendo delle battute d’arresto passeggere, complici devo ammetterlo anche le vacanze, il bisogno di staccare un po’ e riposare e vedere, finalmente, un po’ di mare. Che ancora in Ticino non abbiamo 😉 Finalmente però si prospetta un sabato senza pioggia (almeno fino alle ore 15) e quindi decidiamo di fare una passeggiata non troppo lunga, che ci permetta comunque di respirare l’aria di montagna. Optiamo quindi per la Cima di Medeglia e vi assicuro che si rivelerà tutt’altro che un contentino!

Cima di Medeglia: vista su mezzo Ticino!

Dalla Cima di Medeglia, infatti, si gode di una bellissima vista sia sul Luganese, che sul Bellinzonese e sul Locarnese. L’escursione è breve – in tre ore e mezza circa andiamo e torniamo – e la zona che si attraversa, con molti prati e boschi, è davvero bella e merita una visita.

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

31 luglio 2021, Medeglia (m702) – Canedo (m848) – Troggiano – Alpe delle Lagonce (m1166) – Cima di Medeglia (m1260) – Motto della Costa (m1164) – La Coste (m1039) – A Camarè – Medeglia (m702)

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Pronti, partenza, via!

Lasciamo l’auto alla fine del paese di Medeglia dove, sulla sinistra della strada, vi è un comodo parcheggio. Il sentiero parte proprio qui e i cartelli gialli lo indicano chiaramente. Si parte attraversando il nucleo e dirigendosi, quasi subito, sulla sinistra dello stesso. Si giunge in poco tempo su una strada asfaltata, da cui parte una scalinata con altri cartelli gialli. Non si può sbagliare. Si segue quindi il sentiero fino a un altro bivio: qui si può decidere se andare alla cima di Medaglia passando dai Monti di Medeglia o se salire passando da Canedo. Che è quello che scegliamo di fare noi.

L’inizio di giornata è decisamente difficile: pioviggina, è umido e per arrivare fino a Canedo – che è un nucleo bellissimo che non conoscevo- bisogna percorrere una strada asfaltata. E noi odiamo le strade asfaltate!

Da Canedo però, fortunatamente, torniamo presto sul sentiero. Quest’ultimo sale in modo piuttosto deciso ma fortunatamente all’ombra, così ci ripariamo da un piccolo sfogo di pioggia. Il tempo di fermarci e smette di piovere e, anzi, esce addirittura il sole! Piano piano la nostra giornata prende una piega diversa!

In circa mezzora di cammino arriviamo a Troggiano, un gruppo di cascine molto affascinante, da cui si ha una bellissima visuale sul Monte Tamaro. È il posto ideale per una breve pausa prima di ripartire. Dopo un’altra mezzoretta di camminata arriviamo all’Alpe delle Lagonce, abitata da una quantità innumerevole di capre e dal loro pastore. Il posto è molto bello ed è impossibile non notare il verde intenso dei pascoli e degli alberi. L’acqua di questi giorni ha decisamente fatto bene alla natura!

Siamo vicini alla meta: la Cima di Medeglia dista infatti solo un altro quarto d’ora circa. Di salita, certamente! Arrivati in cima però veniamo immediatamente ripagati. La vista è davvero splendida e a 360 gradi, nonostante ci si trovi “solo” a 1260 metri di altitudine. Si scorge tutta la catena di montagne che dal Monte Tamaro va verso il Monte Lema, con Lugano e il Lago Ceresio in lontananza. Si vede il Piano di Magadino, con il fiume Ticino che scorre e si butta nel Lago Maggiore, e anche Locarno. E infine, si vede la Grande Bellinzona!

Per il ritorno decidiamo di rendere l’itinerario circolare, scendendo verso i Monti di Medeglia, passando però da Camarè per evitare un’altra strada asfaltata. La scelta si rivela azzeccata, anche perché così facendo attraversiamo diversi monti molto belli, tutti da scoprire. Arriviamo a Medeglia in circa un’ora e quindici, prendendocela con calma, super soddisfatti di questa gita!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione alla Cima di Medeglia?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 2H CIRCA, RITORNO: 1H30 CIRCA
LUNGHEZZA10.61 KM
DISLIVELLO644M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICIINDUBBIAMENTE
PARCHEGGIOIN PAESE A MEDEGLIA

Qualche immagine…

Emozioni sospese al Triftbrücke

Siete alla ricerca di un’escursione in Svizzera, magari non troppo lontana dal Ticino, che sia nello stesso tempo spettacolare e non troppo impegnativa? Ce l’ho: l’escursione al Triftbrücke – che poi in italiano si chiama Ponte del Trift – è quello che fa per voi e vi regalerà.. emozioni sospese!

Il Triftbrücke, uno dei ponti sospesi più belli in Svizzera

Il Triftbrücke è infatti un ponte sospeso che si trova nel Canton Berna. È stato costruito perché il ghiacciaio del Trift, sciogliendosi, negli anni ha creato un lago glaciale dalle mille sfumature di blu, impedendo l’accesso all’omonima capanna del Trift. Attraversare il ponte è adrenalinico e resterete senza fiato non solo per l’emozione di essere sospesi ma anche per lo spettacolare paesaggio circostante.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

31 luglio 2020, Sunnige Trift – Schattige Trift (m1428) – Triftbrücke (m1757) – Schattige Trift(m1428) – Sunnige Trift

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

La località di partenza è Schwendi, vicino alla più grande frazione di Gadmen: si trova ai piedi del Passo del Susten e pertanto, con quest’ultimo aperto, si può raggiungere comodamente in auto da Wassen. Da qui si prende una piccolissima cabina che, soprattutto in tempi di Covid, consiglio vivamente di prenotare! In una decina di minuti si raggiunge la stazione a monte, da cui parte il sentiero. È impossibile non vederlo e conduce subito a un ponticello. Lo si attraversa e si comincia a salire.

Diciamocelo subito: l’escursione è tutta in salita, una salita anche piuttosto ripida! Però sono solo 440 metri di dislivello positivo, che con grinta si affrontano, e smaltiscono, in un’ora e trenta circa. Le montagne circostanti sono molto rocciose e, salendo, sulla sinistra si sente (e nella parte finale dell’itinerario si vede anche) il fiume che scende roboante dal lago ghiacciato.

Proseguendo si incrocia il bivio per la Windegghütte, che si può raggiungere con una deviazione di una trentina di minuti. Noi però puntiamo dritti al ponte sospeso, che raggiungiamo in una mezzoretta.

Quando finalmente ci appare davanti agli occhi rimaniamo incantanti. Sotto il ponte – che s’inserisce perfettamente nel paesaggio – il fiume e alle spalle del ponte il lago glaciale, di un colore unico che abbraccia le mille sfumature di blu, dominato dall’alto dal ghiacciaio del Trift. O forse meglio precisare, da quel che resta del ghiacciaio che, sciogliendosi, ha dato origine al lago.

Il ponte, considerato uno dei ponti pedonali sospesi più alti e lunghi delle Alpi, è lungo 170 metri e alto 100 ed è impossibile attraversarlo senza provare un minimo di brivido e restare senza fiato perché il luogo è veramente spettacolare!

Un’escursione piuttosto facile e che regala emozioni indescrivibili, provare per credere!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione al Triftbrücke?

Classificazione: 5 su 5.

Qualche dato…

DURATA1h30 andata, 1h ritorno
LUNGHEZZA5.91KM
DISLIVELLO450M positivo
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOSì, alla stazione a monte
ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINISÌ (con un po’ di pazienza e se abituati a camminare)
PUNTI PANORAMICINo
PARCHEGGIOSì, alla stazione a valle

Qualche immagine…

Capanna Quarnei – Un must tra le escursioni estive in Ticino

È una domenica di giugno ma è come se fosse estate inoltrata. Danno molto sole e molto caldo, premessa ideale per lasciare la città e andare a cercare un po’ di frescura in alta quota. Con me oggi ci saranno delle amiche speciali che ho conosciuto grazie ai social network – e che saluto 🙂 – e una di loro si trova già in Val Malvaglia. Ecco quindi che la scelta della meta cade facilmente sulla Capanna Quarnei. È un’escursione speciale, che ti avvicina all’alta montagna senza però chiederti uno sforzo eccessivo, e che soprattutto ti porta in un luogo davvero meraviglioso, dove fermarsi per ore a guardare le cime circostanti e ad ascoltare il rumore dell’acqua che, quasi ovunque, ti accompagna.

Da Cusié alla Capanna Quarnei, andata senza ritorno

Raggiungere la Capanna Quarnei davvero non è difficile: vi si arriva dopo circa un’ora e trenta di camminata da Cusié. La Capanna si trova su un pianoro che domina la Val Malvaglia, un pianoro da cui la vista può arrivare fino all’Adula. Quindi ogni volta che alzo lo sguardo sogno di salire sulla vetta più alta del Ticino. E di non tornare da tanto è bello. Scherzi a parte, per il ritorno si può scegliere un sentiero alternativo.

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

13 giugno 2021, Cusié (m1651) – Alpe della Bolla (m1644) – Alpe di Prato Rotondo – Ürbell (m2059) – Capanna Quarnei (m2107) – Alpe di Quarnei (m2045) – Alpe di Pozzo (m1886) – Cusié (m1651)

Itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Lasciamo l’auto a Cusié. Vale la pena fare una premessa: da Malvaglia la strada è lunga e, a dirla tutta, nemmeno troppo comoda. Soprattutto superato lo splendido nucleo di Dandrio, composto da diverse case di pietra, diventa molto stretta e con diversi tornanti. Il mio augurio? Evidentemente quello di non incontrare un’altra macchina che scende!

A Cusié fortunatamente vi sono diversi parcheggi e il sentiero è subito ben visibile. Oltretutto, per chi fa fatica a carburare, parte pure in discesa, all’ombra di un bosco molto verde. Ma l’illusione dura poco! Dopo aver raggiunto in una ventina di minuti l’Alpe delle Bolla, cominciamo a salire.

Dapprima dolcemente, fino ad arrivare a un ponticello, che attraversiamo. Si capisce che è inizio stagione perché c’è tantissima acqua e il rumore quasi assordante. Bellissimo!

Da qui il sentiero si fa più ripido. In una ventina di minuti arriviamo all’Alpe di Prato Rotondo. La vista si apre sulla Val Malvaglia da una parte e sulle cime ancora innevate dall’altra. Cominciamo a far fatica perché fa molto caldo ma non ci perdiamo d’animo in quanto il sentiero, in questa tratta che è la più ripida, fortunatamente è all’ombra. Camminiamo per una buona mezzora in salita, che a dire il vero diventa molto di più perché ogni scusa è buona per fermarsi a chiacchierare e a riprendere fiato! Se non altro in questo modo non ci accorgiamo di questi 300 metri di dislivello.

Arriviamo ad Ürbell ed è un primo sussulto. Un prato verde, verdissimo, con 5-6 cascine: dietro, imponenti e rocciose, le montagne, davanti una vista spaziale sulla Val Malvaglia. La pausa foto è d’obbligo e ci fermiamo una decina di minuti. Si vede in lontananza la Capanna Quarnei, che raggiungiamo in una decina di minuti.

Anche la Capanna è molto bella e sono molto accoglienti. Ci troviamo talmente bene che la pausa pranzo si trasforma quasi in una merenda e ci prepariamo per scendere ormai a pomeriggio inoltrato.

Per la discesa optiamo per un altro sentiero, così da non ripetere quello dell’andata, e ci dirigiamo quindi verso l’Alpe di Quarnei. A mio avviso è il punto più bello dell’escursione. Potrei fermarmi per ore ad ammirare il paesaggio, le montagne, l’Adula in lontananza. In Ticino abbiamo la fortuna di avere molti luoghi splendidi ma questo, se dovessi stilare una top ten, vi rientrerebbe.

Prendiamo il sentiero che dopo le stalle scende a sinistra e che in una ventina di minuti ci porta all’Alpe di Pozzo. In alto si sta sciogliendo talmente tanta neve che le due cascate sono in piena. Da qui il sentiero diventa strada sterrata fino a Cusié. Questa tratta, che dura circa mezzora, non è bellissima, devo essere onesta, ma ci siamo talmente riempite gli occhi (e il cuore) in precedenza che va bene così.

Un’escursione speciale in un posto speciale, per quella che a mio avviso è una delle escursioni da fare durante l’estate ticinese. Portando un costume!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione alla Capanna Quarnei?

Classificazione: 4.5 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 1H30 CIRCA, RITORNO: 1H15
LUNGHEZZA8.46 KM
DISLIVELLO568M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOSÌ, ALLA CAPANNA QUARNEI
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINISÌ SE ABITUATI A CAMMINARE
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIOA CUSIE

Qualche immagine…

Poncione d’Arzo, che piacevole sorpresa!

Siete alla ricerca di una gita che vi regali un super panorama ma che però sia piuttosto breve e non troppo difficile? Allora vi consiglio il Poncione d’Arzo! Per salire fino alla cima è infatti sufficiente un’ora e trenta circa di camminata molto piacevole in salita, dove lo sforzo maggiore viene chiesto nella parte finale. La vista che si gode dal Poncione d’Arzo e dall’adiacente Monte Pravello ripaga però ampiamente dalla fatica.  

Il Poncione d’Arzo, un super punto panoramico sul Basso Ceresio !

Dal Poncione d’Arzo si gode infatti di uno splendido panorama sul Basso Ceresio, con Morcote e il Monte Arbòstora in primo piano e il ponte diga di Melide e il San Salvatore in secondo. La vista, a dire il vero, si perde addirittura fino al Monte Bré, al Monte Boglia, al Monte Bar e al Caval Drossa. Insomma, vi ho convinti vero?

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

3 giugno 2021, Arzo (m500) – Cave di Marmo – Costa di Prabello – Pre Sacco (m769) – Poncione d’Arzo (m1017) – Monte Pravello (m1012) – Poncione d’Arzo (m1017) – Pre Sacco (m769) – Costa di Prabello – Perfetta – Arzo (m500)

Itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Partiamo dal villaggio di Arzo, che si trova in una zona collinare soleggiata, proprio alle pendici della meta finale: il Poncione d’Arzo. Da Arzo si diramano numerosi sentieri che, volendo, portano anche a un’altra meta famosa nel Mendrisiotto: il Monte San Giorgio. Ma questa è un’altra storia!

Il consiglio è quello di lasciare l’auto ai parcheggi del campo sportivo, che si trovano sulla strada cantonale che da Arzo porta a Meride. Il sentiero per il Poncione d’Arzo parte proprio dall’altra parte della strada e non potete mancarlo.

La prima parte dell’escursione è molto interessante perché permette di vedere le Cave di Arzo, un luogo storico dove, per anni, veniva estratto il marmo di Arzo. Per approfondire la loro storia si può percorrere il Sentiero del marmo.

Attraversiamo questo luogo ricco di fascino e saliamo, addentrandoci nel bosco. Il sentiero non presenta particolari difficoltà e si trova all’ombra, ciò che è di molto aiuto in quella che, presto, si rivela essere una delle prime giornate afose della stagione. La salita, pur se abbordabile, si fa quindi sentire e ci porta alla Costa di Prabello.

Qui d’improvviso c’imbattiamo in un prato verdissimo e incontaminato. L’ideale per una breve pausa per dissetarsi prima di percorrere la parte più difficile della giornata. Alla cima mancano infatti circa 300 metri di dislivello e vi assicuro che sono i più impegnativi.

Arriviamo però in cima in circa una ventina di minuti. Una cima composta, in realtà, da due: il Poncione d’Arzo, dove vi è una guardiola abbandonata e dove la vista in realtà è limitata dai molti alberi, e il Monte Pravello, dove vi sono un tavolo e alcune panchine, una croce e, soprattutto, una vista spaziale. 

Ci godiamo a lungo il panorama, sotto il sole di giugno, prima di scendere percorrendo lo stesso sentiero. Scegliamo una piccola deviazione sul finale che, passando dalla Perfetta (scuola verde del Comune di Chiasso), ci fa arrivare direttamente in paese.

Breve ma intensa, la passeggiata al Poncione d’Arzo è una destinazione ideale per trascorrere una mezza giornata nella natura, arrivando a un bellissimo punto panoramico.

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione al Poncione d’Arzo?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 1H30 CIRCA, RITORNO: 1H
LUNGHEZZA7.37 KM
DISLIVELLO554M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBINISOLO E SOLTANTO SE SONO ABITUATI ALLA SALITA
PUNTI PANORAMICIIN CIMA!
PARCHEGGIOAL CAMPO SPORTIVO DI ARZO

Qualche immagine…