Escursioni in Appenzello: Saxerlücke e Fählensee

Tra le molte escursioni in Appenzello, vi propongo in particolare quella tra il Saxerlücke e il Fählensee. È in assoluto stata tra le più belle dell’estate scorsa: un panorama spettacolare, un susseguirsi di paesaggi da cartolina. E non sto esagerando!

Escursioni in Appenzello: unire due gioielli imperdibili in un giorno

Saxerlücke e Fählensee sono semplicemente due gioielli appenzellesi imperdibili. È possibile vederli in un’unica giornata, grazie a una delle escursioni in Appenzello che vi consiglio. Certo, bisogna percorrere un po’ di chilometri e calcolare di stare in giro tutto il giorno ma vi assicuro che ne vale assolutamente la pena. E poi la salita non è molta!

Ecco quindi l’itinerario suggerito

25 luglio 2020, Hoher Kasten (m1794) – Baritsch (m1590) – Staubern (m1751) – Huser (m1953) – Hochus (m1925) – Saxerlücke – Fählensee (m1452) – Sämtisersee (m1207) – Brülisau (m922)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Giunti a Brülisau in auto – e dopo aver fatto fatica a trovare parcheggio perché non siamo gli unici ad aver scelto, tra le mille escursioni in Appenzello, questo itinerario – prendiamo la funivia che, in 8 minuti circa, ci porta a Hoher Kasten. Da questo punto super panoramico dell’Appenzello si ha una vista a 360 gradi pazzesca. Vi è anche un ristorante girevole per chi, prima di partire, volesse farsi una bella colazione, magari con un biberli!

Dopo esserci riempiti gli occhi, partiamo di buon passo seguendo il sentiero geologico. Ci stupiamo molto perché la prima mezzora abbondante di cammino è tutta in discesa, ciò che ci permette di guardarci in giro: davanti a noi l’Alpstein in tutta la sua bellezza, con le acque scintillanti del Sämtisersee e la cima un po’ innevata del Säntis. Poi piano piano finalmente iniziamo a salire dolcemente. È una salita abbordabile, su di un sentiero stretto che non presenta difficoltà, che porta in poco meno di due ore di cammino dall’inizio della passeggiata a Staubern. È interessante segnalare che a Staubern, dove vi è una capanna, si può arrivare anche con una gondola che sale da Frümsen.

Dopo una breve pausa, da Staubern procediamo, per un’oretta di sali e scendi, verso il Saxerlücke. Basta scorgerlo da lontano per innamorarsene all’istante. Ha una forma inconfondibile: svetta in cielo fiero e maestoso. Alle sue pendici un manto erboso, di un verde tipico dell’Appenzello, da cui si diramano come dei “denti” di roccia grigia. Il percorso di avvicinamento al Saxerlücke è piacevolissimo, le foto si sprecano, così come le deviazioni per trovare i punti migliori per ammirarlo. Il sentiero, con impareggiabile vista sul Fählensee sulla destra, ti porta molto vicino alla montagna ma in realtà non vi si sale. La si guarda da sotto, sognando di essere degli alpinisti!

Seguiamo quindi il sentiero che scende verso il Fählensee, dove arriviamo in circa venti minuti. Il Fählensee è un’altra meraviglia appenzellese, che dicono assomigli a un fiordo norvegese. Lungo e stretto, le sue acque sono scure e riflettono il cielo e le montagne circostanti, creando un gioco di luci impareggiabile. È davvero il luogo ideale per fare il nostro pic nic (anche se c’è un ristorante, dove però ci limitiamo a comprare delle birre da sorseggiare felici davanti a questa meraviglia).

Una volta rifocillati prendiamo il sentiero, che è quasi una strada, che va in direzione del Sämtisersee, un altro lago molto bello che raggiungiamo dopo una quarantina di minuti. Molta gente vi fa il bagno, noi semplicemente lo ammiriamo costeggiandolo.

La strada diventa poi carrozzabile, seppur sterrata, e va percorsa fino a Brülisau. È indubbiamente la parte meno piacevole dell’escursione e ci vuole un po’ di pazienza. La discesa è un pochino noiosa, piuttosto ripida, e le gambe fanno male. Ma arriviamo a Brülisau comunque soddisfatti, certi di aver visto, in una sola giornata, alcune meraviglie non solo appenzellesi ma anche svizzere.

Tra le escursioni in Appenzello, questa non perdetevela!

Quanta gioia ad alta quota per Saxerlücke e Fählensee?

Classificazione: 5 su 5.

Qualche dato…

DURATA5h30
LUNGHEZZA15.89KM
DISLIVELLO655M positivo, 1523 negativo
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSO
ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINISÌ (con un po’ di pazienza e se abituati a camminare)
PUNTI PANORAMICISÌ, SULL’ALPSTEIN
PARCHEGGIOSÌ, A BRÜLISAU, MA ARRIVARE PRESTO!

Qualche immagine…

Escursione al Sasso Guidà

Lo dico subito: l’escursione al Sasso Guidà inizia con il botto! Infatti la prima parte, per intenderci quella che dai Monti di Ravecchia porta poco sopra ad Arbinetto, è la più dura. Si tratta di quasi 600 metri di dislivello positivo su un totale di 769 circa. Quindi la gran parte. Però ne vale la pena, eccome!

Il panorama dal Sasso Guidà fa il giro di mezzo Ticino!

È proprio così! Una volta giunti in cima al Sasso Guidà la vista spazia liberamente sul Bellinzonese, sul Piano di Magadino, sul Lago Maggiore, sulla Riviera e sulla Val Morobbia. Il Sottoceneri, invece, è nascosto ma in compenso è ottimamente rappresentato dal suo Monte più alto: il Camoghé, che svetta proprio lì davanti! Insomma, volete perdervi questa opportunità di vedere mezzo Ticino in un colpo solo?

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

8 maggio 2021, Monti di Ravecchia (m974) – Monti della Zota – Arbinetto (1493m) – Laghetti della Costa (m1622) – Sasso Guidà (1712m) – Laghetti della Costa (m1622) – Pian Dolce e Capanna Genzianella (1357m) – Monti di Ravecchia (m974)

Itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

La partenza è dai Monti di Ravecchia, che si raggiungono in auto da Giubiasco, su strada asfaltata, in direzione di Pianezzo e di Paudo. Da Paudo, continuando a salire, vi si arriva in circa 10 minuti. Vi è un parcheggio sterrato piuttosto grande. Il sentiero parte poco prima, sulla destra: i cartelli gialli, ben visibili e con indicazioni molto chiare, non lasciano spazio ai dubbi.

La salita è subito molto ripida e in circa 15 minuti si arriva ai Monti della Zota, dove ci si addentra in un fitto bosco di faggi. Per un bel pezzo non si vede più il cielo ma non è un male! Anzi, nelle calde giornate estive può essere un valore aggiunto.

Si sale per una buona mezzora finché non si arriva alla prima deviazione per la Capanna Genzianella. I cartelli traggono un po’ in inganno perché danno il Sasso Guidà raggiungibile in un’ora e 45 mentre in realtà è sufficiente 1 ora e 15 circa, quindi non lasciatevi prendere dallo sconforto!

Si continua diritti in direzione di Arbinetto, che si raggiunge in circa altri 20 minuti di ripida salita. Da questo piccolo monte, dopo altri 10 minuti, uscendo dal bosco si giunge a un’altra deviazione verso il Sasso Guidà. Non manca più molto e il grosso del dislivello è stato fatto.

Si continua quindi, su un sentiero pianeggiante con vista sulla Valle Morobbia e sul Camoghé, in direzione dei Laghetti della Costa (laghi? Noi non li abbiamo visti, forse erano sepolti dalla neve?). È una delle parti più belle dell’escursione, con le cime ancora innevate in lontananza e la natura che si risveglia. Una decina di minuti in cui ci si riposa e ci si può guardare in giro, prima di rientrare nel bosco e giungere ai Laghetti della Costa.

Da questa sorta di conchetta si dirama il sentiero per il Sasso Guidà, che in questo periodo per circa 250 metri è ancora innevato. Non vi sono comunque problemi a percorrerlo. Ai piedi della salita finale il sentiero è completamente libero dalla neve. Gli ultimi scalini sono molto alti ma la croce ben visibile e i primi scorci del panorama finale danno lo slancio per arrivare in cima!

Al Sasso Guidà vale la pena fare una bella pausa per godersi la splendida vista sul Bellinzonese, sul Piano di Magadino, sul Lago Maggiore, sulla Riviera e sulla Val Morobbia.

Per il ritorno si può scegliere di percorrere lo stesso sentiero o di fare una deviazione, che comunque non allunga la discesa, verso Pian Dolce e la Capanna Genzianella. Anche qui la vista è splendida e sarebbe un peccato non scoprirlo di persona. Da Pian Dolce in poco meno di mezzoretta si torna ai Monti di Ravecchia.

Meta forse meno rinomata di tante altre, l’escursione al Sasso Guidà è invece tutta da scoprire e regala scorci imperdibili.

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione al Sasso Guidà?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 2H CIRCA, RITORNO: 1.15
LUNGHEZZA7.85 KM
DISLIVELLO761M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO. LA CAPANNA GENZIANELLA NON È CUSTODITA.
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINISÌ MA DEVONO ESSERE UN PO’ ABITUATI A CAMMINARE ANCHE IN SALITA
PUNTI PANORAMICIIN CIMA!
PARCHEGGIOSÌ, AI MONTI DI RAVECCHIA

Qualche immagine…

5 escursioni in Ticino… per scaldare le gambe!

La bella stagione sembra essere arrivata e con lei le molte possibilità di escursioni che offre il Ticino. Personalmente ogni anno, in questo periodo, inizio a pensare a tutte le passeggiate che vorrei fare nel corso della stagione e a stilare una lista dei desideri. Alcuni realizzabili, alcuni meno. 

La bella notizia è che per l’escursionismo la stagione è lunga (primavera-estate-autunno) e ci sono molti mesi per completare la wish list. La brutta notizia è che per alcune escursioni bisogna essere un po’ allenati. 

Prima di partire a bomba vale quindi la pena scaldare le gambe: in questo articolo vi propongo 5 escursioni in Ticino che mi stanno a cuore e che ritengo utili proprio per iniziare a carburare e arrivare all’estate pronti per affrontare le salite più ripide del cantone! 

Pronti? Seguitemi! 

1. 5 escursioni in Ticino: il Monte Boglia

Tra le 5 escursioni in Ticino che amo e che ritengo perfette per iniziare, il Monte Boglia è un classico di ogni stagione – che questo inverno abbiamo potuto percorrere anche con le racchette grazie alla molta neve caduta pure nel Luganese – e che non delude mai. 

La salita dall’incantevole villaggio di Bré è sì ripida ma in realtà mai troppo aggressiva. Anzi, partendo dalla zona di svago, e quindi percorrendo la Valle dei Cugnoli fino alla fontana di Busi, è lenta e dolce. Dalla fontana alla vetta del Monte Boglia la musica, e la pendenza!, però cambiano. 

Ma l’unico vero problema è che quando arrivi in cima è difficile riprendere fiato: il Monte Boglia è una sbandata potente, da farfalle nello stomaco, che ti lascia con le palpitazioni al cuore e senza fiato! La vista è infatti pazzesca, soprattutto nelle giornate terse. Nelle immagini sottostanti – di escursioni al Boglia in giornate diverse – potete rendervene conto da soli.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

Bré, area di svago (800m circa) – Valle dei Cugnoli – Fontana di Busi – Carbonera – Sasso Rosso (1294m) – Monte Boglia (1516m) – Sasso Rosso (1294m) – Carbonera – Fontana di Busi – Panchette (851m) – Piani – Bré Paese – Bré, area di svago (800m circa) 

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Qualche immagine…

2. 5 escursioni in Ticino: il Monte Bar

Il Monte Bar è un altro classico di ogni stagione che rientra tra le 5 escursioni in Ticino perfette a inizio stagione. Un’escursione conosciuta da (quasi) tutti e che (quasi) tutti hanno fatto almeno una volta nella vita. Ma soprattutto una passeggiata che puoi ripetere più volte all’anno senza mai percorrere lo stesso sentiero e, quindi, senza mai annoiarti. 

Personalmente consiglio la salita da Corticiasca, che nei mesi più caldi permette di camminare, in parte, anche all’ombra, e che nell’ultima parte del suo itinerario regala splendidi e insoliti scorci sulla Val Colla, sui Denti della Vecchia e sulla Grande Lugano. Una volta arrivati alla Capanna del Monte Bar, la vetta è raggiungibile in poco meno di 30 minuti.

Per i più pigri la soluzione più comoda è sicuramente quella di parcheggiare l’auto sullo spiazzo accanto a quella che i locali chiamano “la sbarra”, ossia alla fine della strada forestale che sale da Bidogno. Si prosegue poi a piedi su una comoda strada asfaltata, passando dall’Alpe Rompiago. Attenzione però, in alta stagione è davvero difficile, se non impossibile, trovare un posto dove lasciare l’auto!

Terrazza assolata su Lugano, the place to be nei weekend luganesi anche grazie alla super capanna presente in quota, il Monte Bar non è una cotta primaverile passeggera ma un amore fedele e duraturo.  

Ecco quindi l’itinerario suggerito

Corticiasca (1056 m) – Monte (1053m) – Costa del Vallone –  Capanna Monte Bar (1608m)– Alpe Musgatina (1384m) – Monte – Corticiasca (1056m) 

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

3. 5 escursioni in Ticino: il Ponte Tibetano Carasc

Tra le 5 escursioni in Ticino adatte per iniziare la stagione non può mancare il Ponte Tibetano Carasc, conosciuto non solo in Ticino bensì anche fuori cantone e oltre confine. Ogni distretto vorrebbe avere un Ponte Tibetano ma l’onore, per il momento, è della sola Bellinzona, per la precisione dei quartieri di Monte Carasso e di Sementina, collegati proprio dai 270 metri di ponte. 

Raggiungerlo a piedi non è troppo impegnativo. Una soluzione che permette di conoscere bene la zona è salire da Sementina verso San Defendente, da cui procedere verso il Ponte Tibetano. Una volta attraversata a piedi l’attrazione senza guardare troppo in basso – il ponte si trova infatti a 130 metri rispetto al fondovalle! – il mio consiglio è quello di dirigersi dapprima verso la Chiesa di San Bernardo e, in seguito, verso il bellissimo nucleo di Curzùtt. Sarebbe un vero peccato perdersi questo luogo magico, carico delle più antiche tradizioni del nostro territorio. 

Vi consiglio di visitare il sito www.curzutt.ch per scoprirne di più, anche perché a Curzùtt c’è un ottimo ristorante! Ringrazio Isotta Bertinelli per le splendide foto che potete ammirare qui sotto! 

Da Curzùtt si torna a Sementina (o a Monte Carasso) seguendo i classici cartelli gialli. Attenzione alle gambe, la discesa è piuttosto ripida! 

Per chi non volesse camminare troppo, vi è la possibilità di salire fino a Curzùtt con la funivia (meglio prenotare): da questo bellissimo nucleo il ponte si raggiunge in circa 50 minuti di camminata. 

Da brivido e perfetto per chi vuole provare emozioni forti, il Ponte Tibetano è il classico amore un po’ birbante in cui, per fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo… in questo caso però ad occhi chiusi! 

Ecco quindi l’itinerario suggerito

Sementina(247m) – San Defendente (631m) – Selvatico – Ponte Tibetano – San Bernardo (614m) – Curzùtt – Tizott – Lòri – Sementina (247m)

4. 5 escursioni in Ticino: il Monte San Giorgio

Un’altra delle 5 escursioni in Ticino che vi consiglio per iniziare la stagione è la salita al Monte San Giorgio. Monte San Giorgio che, scusate se è poco, è inserito nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’umanità UNESCO. 

L’itinerario che consiglio parte da Meride, dalla Chiesa di San Silvestro. Inizialmente si cammina su una mulattiera lastricata piuttosto ripida (ma per lo meno all’ombra). La cima del Monte San Giorgio si raggiunge in circa un’ora e trenta di camminata, con una parte di salita finale abbastanza impegnativa. Giunti in vetta gli sforzi vengono però ripagati dalla splendida vista sul Lago Ceresio. 

Per tornare a Meride vi sono alcune possibilità, oltre che evidentemente percorrere lo stesso sentiero dell’andata. Una buona soluzione può essere quella di scendere verso l’Alpe Brusino (anche se il sentiero è piuttosto ripido e scivoloso), dove vi è anche un bellissimo grotto dove bere una gazzosa all’ombra dei castagni prima di incamminarsi nuovamente verso Serpiano e, infine, Meride. 

Affascinante poiché ricco di storia, il Monte San Giorgio è come quegli amori che fanno dei giri immensi… ma poi ritornano.  

Ecco quindi l’itinerario suggerito

Meride (579m) – Cassina (901m) – Monte San Giorgio (1097m) – Alpe di Brusino (674m) – Serpiano (653m) – Meride (579m)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

5. 5 escursioni in Ticino: il Pizzo Leone

Un’altra delle 5 escursioni in Ticino perfette per iniziare la stagione è il Pizzo Leone. Ne ho già parlato qui, pagina a cui vi rimando per tutte le informazioni sull’itinerario e per tutte le foto, ed è una gita facile ma non scontata, perfetta per preparare le gambe alle salite ma soprattutto perfetta in primavera, prima che il sole dei mesi estivi trasformi una salita abbordabile in una salita insopportabile: il percorso è infatti completamente al sole! 

L’escursione al Pizzo Leone è stata la mia prima in solitaria. Mille punti panoramici sul Lago Maggiore e sul Locarnese, ognuno con una sorpresa diversa, il Pizzo Leone è un amore inaspettato dopo mesi di calma piatta.

Arnisee Trail: quel che non ti aspetti!

Per l’ultima racchettata di questo inverno abbiamo scelto l’Arnisee Trail, nel Canton Uri. Un’escursione che non conoscevamo ma che ci ha davvero sorpreso per l’inattesa bellezza e la semplicità del percorso, così come per la pace dei luoghi visitati. Gli itinerari da percorrere con le racchette, inoltre, sono due, ciò che dà la possibilità di scegliere la lunghezza di questa bella gita urana.   

Il punto forte dell’Arnisee Trail? L’omonimo laghetto ghiacciato

Tutta l’escursione è molto piacevole e si svolge in un paesaggio invernale incantato. Ma ciò che rende speciale l’Arnisee Trail è l’omonimo laghetto ghiacciato: uno specchio d’acqua non molto grande in cui si specchia il Bristen, una montagna dalla forma piramidale, considerata il simbolo del Canton Uri. Solo questo spettacolo vale la gita.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

28 marzo 2021, Restaurant Alpenblick (m1366)– Arnisee (m1368) – Ludiberg – Mittel Arni (m1290) – Vorder Arni (m1300) – Mittel Arni (1290) – Ludiberg – Rüti – Chänzeli – Arnisee (m1368) – Restaurant Alpenblick  (m1366)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

In una domenica super soleggiata partiamo da Intschi, un piccolo paese urano di cui ignoravamo l’esistenza, dove prendiamo un’altrettanto piccola funivia. I parcheggi sono molto comodi. In 6 minuti circa di viaggio, dove io evito in ogni modo di guardare a valle, giungiamo alla stazione a monte, dove vi è un ristorante (che in questo periodo offre il servizio take-away e che è anche albergo: date un’occhiata, si può dormire in alcuni “barili” giganti!!!) da cui parte l’escursione.

Inizialmente il sentiero costeggia il lago ghiacciato. Poi scende verso due piccoli nuclei di case: Ludiberg, dapprima, e Mittel Arni, in seguito. A Mittel Arni, tra l’altro, si può arrivare anche con la funivia che sale da Amsteg. Pare incredibile che un luogo talmente sperduto sia raggiungibile con due cabine diverse!

Qui il sentiero si divide e prendiamo quello che procede in salita. L’innevamento è ancora buono e ci fermiamo spesso ad ammirare il paesaggio. Credo sia più una scusa per riprendere fiato! Le fattorie e alcuni piccoli rifugi sembrano osservare la valle sottostante. Ben presto, alla fine della salita e dopo una discesa negli alberi un po’ birichina, che ci fa perdere la traccia, iniziamo ad intravvedere la Reuss. Attraversa Erstfeld, Attinghausen e Altdorf e poi arriva a Flüelen, dove si getta nel lago di Uri, braccio del lago dei Quattro Cantoni.

Giungiamo a Vorder Arni, dove facciamo una prima pausa proprio per ammirare questo paesaggio. Peccato solo che, grazie alla solita disattenzione, faccio cadere la borraccia e perdo tutto il thé caldo che avrebbe allietato la nostra pausa!

Ritorniamo poi verso Mittel Arni seguendo un altro sentiero – l’itinerario è infatti circolare – e ancora verso Ludiberg. Anche qui, rispetto all’andata, scegliamo di percorrere un altro sentiero che, attraversando il bosco in salita e mettendoci a dura prova, ci riporta al lago.

Una volta sullo specchio d’acqua vale la pena fare una piccola deviazione, salire a Chänzeli per poi tornare all’Arnisee. Volendo il sentiero continua verso Diessenbrunnen, Torli e la Bergkappelle. Noi però questa volta scegliamo di rilassarci e di goderci una giornata incredibilmente primaverile in un paradiso ancora invernale.

Una racchettata circolare facile ma non scontata in un piccolo paradiso invernale. Assolutamente da segnare!

Quanta gioia ad alta quota per l’Arnisee Trail?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATA1H45 CIRCA
LUNGHEZZA5.4 KM
DISLIVELLO256M
DIFFICOLTÀWT2
RISTORO SUL PERCORSOAll’inizio, al ristorante Alpenblick
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIO

Qualche immagine…

Monte Gambarogno: minimo sforzo, massimo risultato

Il Monte Gambarogno in realtà non ha bisogno di grandi presentazioni. Svetta sul Gambarogno, dominandolo direi, e dalla sua cima si gode di una vista pazzesca sul Locarnese, sul Lago Maggiore e sulla catena alpina. Ruotando la testa in direzione sud-est, inoltre, si scorgono benissimo anche il Monte Tamaro e il Monte Lema, compresi quindi alcuni tratti della classica e splendida traversata tra questi due. L’escursione dovrebbe stuzzicare l’interesse di tutti perché, per godere di questo spettacolo, basta una camminata di un’oretta circa, con meno di 300 metri di dislivello. Insomma, minimo sforzo, massimo risultato! Cosa state ancora aspettando?

Il Monte Gambarogno, d’estate come d’inverno

Eravamo già saliti al Monte Gambarogno, però in estate, e ci era piaciuto molto. Ci interessava quindi ripetere l’esperienza in inverno, con le racchette, per vedere il contrasto tra le montagne innevate e il blu intenso del Lago Maggiore.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

13 marzo 2021, Alpe di Neggia (m1394) – Monte Gambarogno (m1674)– Alpe di Neggia (m1394)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Per salire al Monte Gambarogno si parte dall’Alpe di Neggia, che si raggiunge salendo in auto da Vira-Gambarogno. Da Vira-Gambarogno bisogna calcolare circa una mezzoretta di tragitto, tra una curva e l’altra. Sono circa 13 chilometri. Lo scrivo perché la prima volta che siamo stati ero convinta che saremmo arrivati in una decina di minuti… e invece no! Quindi suggerisco di calcolare bene i tempi.

All’Alpe di Neggia vi sono diversi parcheggi. Negli inverni innevati vi è anche in funzione un piattello per chi volesse farsi una sciatina (ina-ina).

Noi siamo saliti con le racchette ai piedi, anche se la traccia, ben definita, avrebbe consentito di raggiungere il Monte Gambarogno solo con gli scarponcini da montagna.

Il sentiero parte, in leggera salita, accanto al piattello. Non si può sbagliare, basta seguire la traccia e alzare la testa: la croce del Monte Gambarogno, che poi è il traguardo finale, è sempre ben visibile. Ben presto si arriva a un bivio: a destra vi è il sentiero che si percorre in estate, e che aggira la montagna sulla destra, a sinistra invece si sale più diretti, fiancheggiando la pista di sci, e proseguendo in seguito a zig zag finché non si arriva in cresta, una cinquantina di metri a sinistra rispetto alla già citata croce.

L’escursione è facile e adatta a tutti, anche in inverno. Consiglio in ogni caso sempre di informarsi sull’innevamento prima di partire, soprattutto se con bambini. La salita, che dura poco meno di un’ora, non è estrema e lo scenario che si presenta davanti agli occhi una volta giunti in cima vale la gita. Se si ha tempo, dopo aver fatto una meritata pausa alla croce ed essersi goduti il panorama, vale la pena avventurarsi lunga la cresta per ammirare anche la vista verso l’Italia.

Scendere, percorrendo lo stesso sentiero, è ancora più facile e veloce (mezzoretta circa) anche se a metà marzo la neve, dopo mezzogiorno, è molle e rallenta un po’ il passo. Prudenza sempre!

Come definisco la gita? Breve ma intensa, per un minimo sforzo ma un massimo risultato. Vi ho convinti?

Quanta gioia ad alta quota per il Monte Gambarogno?

Classificazione: 4.5 su 5.

Qualche dato…

DURATA1H30 circa
LUNGHEZZAKM 3
DISLIVELLO M326 (positivo)
DIFFICOLTÀWT2
RISTORO SUL PERCORSONO
ACQUA SUL PERCORSONO, SOLO ALL’ALPE DI NEGGIA (ANCHE WC)
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIO

Qualche immagine…

Weekend in Svizzera in inverno: la magia della Lötschental

Sono legata ai posti che conosco, sono un po’ abitudinaria, mi piace tornare dove mi sento a casa. Nel contempo però amo le nuove scoperte, mi incuriosiscono e mi entusiasmano. Ed è successo anche con la Lötschental. Non la conoscevo, di lei avevo letto solo che la chiamano la “valle magica”. E ho capito presto il perché. Non la conoscete? Ecco allora un paio di idee per scoprirla, utili per trascorrere uno specialissimo weekend in Svizzera in inverno.

Racchette? Passeggiate? Sci? Nella Lötschental c’è tutto ciò che rende speciale un weekend in Svizzera in inverno

Pur se piccola, la Lötschental – una valle ben lontana dai grandi centri turistici e con pochi villaggi ancora autentici – offre diverse possibilità di svago, dallo sci allo sci di fondo, dalle passeggiate alle escursioni con le racchette. Noi abbiamo deciso di partire per un weekend e di lasciare gli sci a casa. L’obiettivo era stare nella natura, in luoghi possibilmente deserti e soleggiati, per recuperare un po’ di stanchezza e staccare dalle giornate, ormai purtroppo tutte uguali, di questo periodo ancora contraddistinto dalla pandemia.

In questo articolo mi concentro quindi su tre escursioni, fattibili sia a piedi sia con le racchette, che ci hanno regalato due giornate speciali.

1. Emozioni ad alta quota sul sentiero più alto d’Europa!

27 febbraio 2021, Hockenhorngrat (3111 m) – punto panoramico – Hockenhorngrat (3111m)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Ebbene sì! Avete letto bene! Nella Lötschental c’è un’escursione invernale molto particolare che, oltre a essere cortissima, facile e a portata di tutti, si svolge sul sentiero più alto d’Europa e offre un panorama spettacolare. Per arrivarci bisogna salire fino all’Hockenhorngrat con i locali impianti di risalita.

Si prende la teleferica a Wiler, dove vi sono ampie possibilità di parcheggio, e in pochi minuti si arriva a Lauchernalp. Da lì si sale ancora, dapprima con due seggiovie e in seguito con una cabinovia, e si arriva all’Hockenhorngrat, a 3’111 metri! Scesi dalla cabina ci si dirige a piedi verso sinistra, seguendo il sentiero. All’inizio sembra di essere sulle piste da sci ma in realtà non ci si dà nessun fastidio con gli sciatori.

La passeggiata è breve (per andata e ritorno calcolare una quarantina di minuti) ma intensa: il fiato manca, e non solo per l’altitudine, ma anche e soprattutto perché si gode di una vista mozzafiato sulle vette circostanti. Qualche esempio? Il Cervino, il Dôme, il Monte Bianco…

A onor del vero, prima di scendere, abbiamo fatto anche una piccola deviazione che, percorrendo il sentiero dedicato allo sci escursionismo, ci ha permesso di addentrarci ancor di più in questo panorama stupendo e di arrivare proprio davanti al Kleinhockenhorn. Una meraviglia per gli occhi!

Si ritorna poi agli impianti di risalita seguendo lo stesso percorso e si scende nuovamente fino a Lauchernalp.

Consiglio di fare questa breve passeggiata con il bel tempo e di unirla all’escursione circolare che racconto sotto la Gallery.

2. Itinerario ad anello a Lauchernalp, il regno delle famiglie

27 febbraio 2021, Lauchernalp (1968m) – Hockenalp (2048m) – Stafel (2100m) – Lauchernalp (1968m)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Lauchernalp è un terrazzo sulla Lötschental. Un terrazzo formato da una serie di rustici romantici, dove il sole batte da mattina a sera, dove si scia, dove si passeggia e dove si possono fare escursioni con le racchette.

Noi abbiamo scelto un classico della regione, un itinerario circolare – percorribile sia a piedi che con le racchette, a dipendenza della quantità di neve – che da Lauchernalp porta dapprima a Hockenalp, in seguito a Stafel e infine nuovamente a Lauchernalp. E che evidentemente si può percorrere anche in senso inverso. La passeggiata dura circa un’ora e mezza, si snoda su un percorso di poco meno di 5 km e ha un dislivello di 230 metri circa. Niente di difficile, quindi.

Da Lauchernalp si prende il sentiero che parte sotto l’arrivo della funivia. La prima parte è leggermente in discesa finché, dopo circa un quarto d’ora, si sale a destra, in direzione di Hockenalp. Prima di giungere a questa malga s’inizia ad intravvedere l’attrazione che, secondo noi, da sola vale la passeggiata: la cappella di Hockenalp, dedicata a Sant’Anna. Costruita nel 1959, in legno scuro, fa contrasto con il bianco della neve e il blu del cielo. Una meraviglia.

Da qui, dopo le foto di rito, si riparte in direzione di Stafel. Dopo altri 200 metri in leggera salita, si costeggia una delle due stazioni intermedie. Dopodiché, ad attenderci è lo splendido nucleo di Stafel da cui si gode di un bellissimo panorama su tutta la Lötschental. Qui inizia la discesa su Lauchernalp. Il sentiero si snoda tra i molti bellissimi rustici della collina e porta comodamente all’arrivo della teleferica. Imperdibile, anche per le famiglie!

3. Fafleralp: biglietto andata e ritorno. O solo andata?

28 febbraio 2021, Blatten (1540m) – Kühmad (1625m) – Fafleralp (1787m) – Kühmad (1625m) -Blatten (1540m)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Nemmeno l’escursione verso la Fafleralp delude. In questo caso si tratta di un itinerario più impegnativo delle passeggiate appena descritte: 9 km, percorribili in massimo 3 ore (andata e ritorno) e con un dislivello di 280 metri. Se però calcolate che alla Fafleralp ci si può fermare per il pranzo o per uno spuntino, o anche solo per un aperitivo, riposandosi al sole… l’escursione si trasforma in una proposta perfetta per riempire l’intera giornata! Così come abbiamo fatto noi!

Si parte da Blatten, l’ultimo villaggio della Lötschental, dove vi sono diversi parcheggi. Ci si addentra nella Valle costeggiando il fiume Lonza. Il sentiero (che affianca la pista di sci di fondo) è in leggera salita fino a Kühmad, un piccolo villaggio costituito da stalle restaurate (ma disabitate) e da una chiesetta. Un posto dove perdersi scattando foto e dove l’unico rumore è quello del fiume che scorre.

Continuando a seguire il sentiero, tornante dopo tornante e chalet dopo chalet si giunge alla Fafleralp. Qui la vista si perde: in una direzione sulla Lötschental e sulle sue cime, tra cui il Bietschhorn, nell’altra verso i ghiacciai del Lang e dell’Anen e verso le Alpi vallesane e bernesi. In linea d’aria, infatti, non siamo per nulla lontani dal ghiacciaio dell’Aletsch. Tra l’altro, la regione Jungfrau-Aletsch-Bietschhorn è iscritta nella lista del patrimonio naturale mondiale dell’UNESCO dal 2001.

Alla Fafleralp vi è un bellissimo hotel con ristorante – ci siamo ripromessi di tornare, in futuro, a trascorrere la notte – dove vale la pena fermarsi per una pausa! Il rientro è in discesa e completamente al sole, epilogo perfetto di un weekend rilassante, in un luogo lontano dal turismo di massa e dalla frenesia quotidiana.

Quanta gioia ad alta quota per la Lötschental?

Classificazione: 4.5 su 5.

Racchettata a Cioss Prato: la Valle Bedretto non delude mai

In questo inizio di anno sono ancora un po’ stanca e acciaccata e quindi ne approfitto per andare alla scoperta di nuovi e facili sentieri da percorrere con le racchette (o ciaspole che dir si voglia). A questo giro è il turno di Cioss Prato, nella sempre splendida Valle Bedretto, e dei suoi due percorsi ad anello. Le previsioni del tempo sono ottime, motivo per cui decidiamo di partire per una racchettata a Cioss Prato.

La meteo però ci gioca uno scherzetto: il sole infatti non si fa vedere, nascondendosi sopra un soffitto di nebbia leggera! Ciò nonostante la giornata riesce perfettamente e ci permette di scoprire un itinerario che non avevamo ancora provato, in un contesto naturalistico idilliaco, nonché di evadere dallo stress della settimana (aspetto mooolto importante!).

La racchettata a Cioss Prato è davvero facile e adatta a tutti

A Cioss Prato gli anelli sono 2 e se combinati tra loro formano un solo itinerario, breve, super abbordabile e con un dislivello minimo, a prova di famiglia. Anche chi ha bambini che non vogliono camminare troppo, o semplicemente chi porta bambini nello zaino, trova quindi in Cioss Prato una soluzione per trascorrere una bellissima giornata nella neve. Anche Svizzera Mobile propone questa racchettata ed è la numero 956.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

20 febbraio 2021, Cioss Prato – Gallinoso (m1516) – Prato (m1569)– Grasso dei larici (m1599) – All’Acqua (m1612)– Cioss Prato

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Il luogo della partenza non si può sbagliare. Infatti risalendo in macchina la Valle Bedretto, da Airolo in una quindicina di minuti si giunge a Cioss Prato. Si nota subito lo sci-lift e vi sono ampie possibilità di parcheggio sia sulla destra che sulla sinistra della strada.

Una volta messe le racchette ai piedi, si può scegliere da che parte iniziare la passeggiata: il percorso è infatti circolare. Noi abbiamo deciso di andare dapprima verso destra, per intenderci in direzione di Bedretto e Airolo.

Il sentiero è da subito ben segnalato e ben battuto, non presenta né salite né discese esagerate, e si snoda in un bosco di larici. Un paesaggio idilliaco che permette un contatto molto stretto e rigenerante con la natura. Un silenzio incredibile. Un bianco che, in questa giornata grigia, si confonde quasi con il cielo.

Una volta arrivati a Prato si cambia direzione e si ritorna verso Cioss Prato, dove dopo una piccola salita si attraversa anche lo sci-lift. Si prosegue poi verso All’Acqua, a cui si giunge dopo circa un’ora dall’inizio della gita e, soprattutto, dopo l’unica vera salita della giornata. Agli sportivi veri forse interessa sapere che al termine di questa salita s’incrocia la traccia che porta alla Capanna Piansecco e al Chuebodengletscher, mete ambite ma decisamente più impegnative (soprattutto la seconda).

Da All’Acqua si segue il sentiero che riporta a Cioss Prato, a cui si arriva in una mezzoretta. Racchettata breve ma intensa e a contatto con una natura di una bellezza incontaminata, come tutta la Valle Bedretto!

Quanta gioia ad alta quota per la racchettata a Cioss Prato?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATA2h circa
LUNGHEZZA4 KM
DISLIVELLO180 M
DIFFICOLTÀWT2
RISTORO SUL PERCORSOAD ALL’ACQUA E A CIOSS PRATO
ACQUA SUL PERCORSONO, SOLO AD ALL’ACQUa E A CIOSS PRATO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICINO
PARCHEGGIO

Qualche immagine…

Racchettata a Dalpe: l’incanto di Boscobello e Val Piumogna

In questo periodo sportivamente allietato dai Mondiali di sci, tra le racchettate in Ticino che meritano una medaglia vi è la racchettata a Dalpe. Ok, forse Dalpe non è Cortina, ma vi assicuro che in quanto a paesaggi incantati non ha nulla da invidiare alla regina delle Dolomiti.

Anzitutto vale la pena ricordare che i percorsi sono 4 e portano il nome di 4 animali: riccio, scoiattolo, marmotta e lupo. A questo link trovate tutti i dettagli. I 4 itinerari possono essere combinati tra loro, così da creare un’escursione su misura sia a livello di lunghezza sia di dislivello, ben adattabile anche a chi non è un esperto di racchette.

Noi abbiamo voluto unire il Boscobello e la Val Piumogna e il risultato ottenuto è stato semplicemente incantevole.

La racchettata a Dalpe: un po’ scoiattolo e un po’ marmotta

Per la nostra racchettata a Dalpe abbiamo quindi scelto di percorrere dapprima il percorso scoiattolo e in seguito il percorso marmotta. In questo inizio di anno ho qualche acciacco (sarà l’età?!) e quindi ho preferito non esagerare, né con il dislivello, né con i chilometri… e in questo senso la scelta si è rivelata perfetta!

Ecco quindi l’itinerario suggerito

14 febbraio 2021, Dalpe (m1206) – Cléuro di Dalpe (m1272) – Boscobello (m1336) – Piumogna (m1405)- Boscobello (m1336) – Vidrasco – Dalpe (m1206)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Il luogo della partenza è facile da trovare. Con l’auto si segue la via principale che sale da Prato Leventina e una volta arrivati a Dalpe, all’altezza della strada che scende verso il nucleo e l’hotel Des Alpes, si svolta a destra. Vi è un parcheggio dove si può lasciare la macchina e da cui si dirama un sentiero ben marcato nella neve.

Partiamo quindi seguendo questo sentierino e dopo circa 5 minuti svoltiamo a sinistra, iniziando a salire leggermente. Il sole è alto nel cielo e illumina il paesaggio. Non mi reco spesso, a Dalpe, ma mi rendo conto del potenziale di questo piccolo villaggio dell’Alta Leventina anche in inverno.

Teniamo sempre la sinistra e continuiamo a salire finché non arriviamo a Cléuro di Prato. Tanta neve, una stalla e qualche cascina qua e là rendono il paesaggio speciale. Già da qui si gode di un bel panorama, non solo su Dalpe ma anche sulle montagne circostanti. E quindi in lontananza si vedono l’assolata Carì e il Pécian (vi ricordate che meraviglia l’escursione al Pizzo Pécian?).

Continuiamo a salire finché non raggiungiamo la stradina ben battuta che s’infila nel Boscobello. Qui entriamo in un bosco magico e inizia una delle parti più spettacolari dell’escursione: i larici imbiancati, con il freddo di questi giorni, si sono trasformati in alberi incantati, che brillano sotto i raggi del sole che vi filtra attraverso. Qui è presente l’unico strappetto della giornata, ma vi assicuro che il posto è talmente bello che lo si supera senza nemmeno rendersene conto.

Il sentiero si allarga e da qui procediamo in falso piano, sempre al sole (attenzione! Mi dicono che nel mese di dicembre e di gennaio questa parte rimane più ombreggiata). In circa 15 minuti arriviamo al primo ponticello sulla Piumogna. Il fiume scorre tra le pietre innevate e il paesaggio invoglia a proseguire. Continuiamo quindi ad addentrarci nella Val Piumogna seguendo il sentiero sulla destra del fiume, che in altri 15 minuti circa ci porta dapprima nel nucleo di Polpiano, poi nel piccolo nucleo di Piumogna e infine al secondo ponticello sulla Piumogna. È un posto incantevole e, complice una giornata perfetta dal punto di vista meteorologico, fotografo tutti gli angoli possibili e immaginabili. Quanta pazienza per chi mi accompagna!!!

Dopo le foto di rito giunge il momento di tornare indietro, imboccando però il sentiero sull’altro versante del fiume, che in un quarto d’ora circa ci riporta, scendendo leggermente, al primo ponticello. Da qui riprendiamo la via che abbiamo percorso all’andata, in direzione di Dalpe. All’uscita del Boscobello decidiamo di allungare un po’ l’itinerario e fare una piccola deviazione verso lo scilift di Prato Leventina, senza però raggiungerlo: scendiamo infatti lungo il pendio, in mezzo alla neve fresca, fino a ricongiungerci con la strada che ci riporta alla macchina.

Giornata perfetta, luogo incantevole, scorci speciali: magia assicurata per questa escursione a portata anche dei più pigri!

Quanta gioia ad alta quota per la racchettata a Dalpe?

Classificazione: 4.5 su 5.

Qualche dato…

DURATA2h30 circa
LUNGHEZZA9.3 KM
DISLIVELLO277 M
DIFFICOLTÀWT2
RISTORO SUL PERCORSOSOLO IN PAESE
ACQUA SUL PERCORSOA INIZIO PERCORSO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICIÈ TUTTO UN PANORAMA!
PARCHEGGIO

Qualche immagine…

Il Monte Lema, anche con le racchette!

C’è un posto, nel Malcantone, dove la vista si apre sul lago di Lugano, sul lago Maggiore e sulle valli della regione di Luino: il Monte Lema. In estate è una vetta ambita, raggiungibile con una bella sgambata sotto il sole cocente. In inverno si può trasformare, chiaramente a patto che le condizioni d’innevamento lo consentano, in una ciaspolata super panoramica: la racchettata al Monte Lema è quindi da tenere in considerazione, soprattutto per chi vive nel Luganese e vuole evitare chilometri di auto.

La racchettata al Monte Lema: una vista a 360 gradi pazzesca

Le nevicate del mese di dicembre 2020 sono generose e il paesaggio è imbiancato. Non sono mai stata al Monte Lema in inverno e sono molto curiosa. Le montagne che si presentano davanti ai nostri occhi – dal Monte Tamaro al Monte Ferraro, dal San Salvatore al Monte Bré – sono di un bianco candido, che contrasta con il blu luminoso dei laghi Ceresio e Maggiore e del cielo. Non c’è una nuvola: una meraviglia per gli occhi che ripagherà dalle fatiche di questa bella racchettata in Ticino.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

13 dicembre 2020, Miglieglia (m959) – Boschetti – Credarescia (m1224) – Màter da Còla – Monte Lema (m1620) – Màter da Còla – Credarescia (1224)- Boschetti – Miglieglia (m959)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Si parte da Miglieglia, nel Malcantone, per la precisione dal parcheggio della funivia. Per non sbagliare, tenete presente che il sentiero sale esattamente sotto la funivia e che per raggiungerlo bisogna percorrere il primo pezzo su strada asfaltata. Non a caso la via si chiama “Via Monte Lema”.

All’altezza della fattoria inizia il sentiero vero e proprio, che “taglia” due volte la strada asfaltata fino ad arrivare in zona Fontanino. Da qui poi la salita diventa più ripida e inizialmente conduce nel bosco. In questa tratta dove batte poco il sole la neve è un po’ dura ma non appena gli alberi lasciano lo spazio al cielo, una quindicina di minuti più tardi, torna a essere soffice e bellissima. E bellissimo è anche il panorama di cui si gode da qui sino alla vetta: il Malcantone, il lago Ceresio, il Monte Generoso, Lugano, e potrei continuare… e su fino al Monte Lema!

La cima però è ancora lontana, la traccia è poco chiara e la neve è tanta. Salire richiede un certo impegno perché il pendio innevato è molto ripido e dobbiamo continuamente zigzagare per evitare di cadere. Piano piano il ristorante dapprima e la croce in seguito, sono più vicini. Con un po’ di pazienza arriviamo in cima e la vista è davvero splendida. È anche una giornata molto tersa, quindi l’orizzonte può allungarsi fino alle Alpi da una parte e alla Pianura Padana dall’altra.

In vetta tira un bel venticello. La pausa quindi non è lunghissima e decidiamo di scendere. Vista la pendenza, potete immaginare i ruzzoloni in discesa! Seguiamo lo stesso itinerario dell’andata, con la differenza che a scendere ci mettiamo soltanto un’oretta e mezza circa.

Una bellissima racchettata nel Luganese, dove il panorama ripaga dagli sforzi di una salita piuttosto impegnativa!

Quanta gioia ad alta quota per la racchettata al Monte Lema?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 2H30 circa, RITORNO: 1H30 circa
LUNGHEZZAKM 9.7
DISLIVELLO M709 (positivo)
DIFFICOLTÀWT2/WT3
RISTORO SUL PERCORSONO
ACQUA SUL PERCORSONO
ADATTO AI BAMBINISOLO SE ABITUATI A PENDENZE IMPEGNATIVE
PUNTI PANORAMICI
PARCHEGGIO

Qualche immagine…

Un super classico: la racchettata al San Lucio

L’escursione al San Lucio è un super classico di ogni stagione. Un super classico che non delude, oserei dire, nemmeno nella sua versione invernale: la racchettata al San Lucio unisce infatti alcuni aspetti fondamentali. È medio-facile, adatta a tutti, relativamente veloce (la salita dura infatti circa un’ora e quaranta e la discesa un po’ più di un’oretta), si svolge completamente al sole ed è inserita in uno splendido contesto naturalistico, con vista da favola sulla Val Colla. Inoltre, aspetto da non sottovalutare, arrivati sul Passo del San Lucio vi sono ben due capanne dove rifocillarsi, una sul versante svizzero e una su quello italiano (attenzione, in tempi di pandemia occorre verificare se sono aperte!).

La racchettata al San Lucio: minimo sforzo, massimo risultato

Con la racchettata al San Lucio si fa quindi il minimo sforzo per ottenere il massimo risultato! Con questo non voglio dire che non sia impegnativa, perché vanno comunque affrontati circa 600 metri di dislivello, bensì che è un’ottima soluzione per quelle giornate in cui si ha voglia di trascorrere una giornata nella natura, facendo del sano movimento ma senza alzarsi alle 7 del mattino!

Ecco quindi l’itinerario suggerito

10 gennaio 2021, Bogno (m959) – Alpe di Cottino (m1441) – Passo San Lucio (m1541) – Alpe di Cottino (m1441) – Bass Comun – Campasc – Bogno (m959)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Partiamo da Bogno con il sole già alto e la scelta si rivela molto azzeccata poiché in questo modo abbiamo raggi e calore per tutta la salita e per tutta la discesa. Unico dettaglio: trovare parcheggio! Visto che è tardi, non è evidente: non siamo di certo gli unici ad aver scelto questa zona!

In ogni caso non ci perdiamo d’animo perché per posteggiare vi sono alcune possibilità: o in mezzo al paese, o sulla strada che porta verso la scuderia, o in cima al paese, in prossimità dell’inizio del sentiero. E un buchino lo troviamo!

Il sentiero che scegliamo per salire al San Lucio parte dalle case in cima al paese. I cartelli si vedono in modo chiaro ed è sufficiente seguirli. Il percorso è ben battuto e non vi sono particolari difficoltà. Ed è splendido.

La parte iniziale è una piacevole salita a zigzag, in un bosco che sembra incantato, dove attraversiamo anche un ruscello in parte ghiacciato. Poi lasciamo il bosco e la pendenza aumenta. Ma non vi è tempo per avvertire la fatica perché è tutto talmente bello, e la neve talmente tanta, che procediamo spediti, fermandoci diversi volte per ammirare, sulla destra, la vista che si apre sulla Val Colla e sul Luganese.

Racchetta dopo racchetta, dopo circa un’ora abbondante arriviamo all’Alpe Cottino, luogo in cui regna una pace assoluta e quindi ideale per una pausa. Da qui al San Lucio non manca molto, all’incirca un quarto d’ora e un centinaio di metri di dislivello positivo.

Ripartiamo dall’Alpe Cottino e ci ricongiungiamo con la strada forestale che sale da Bogno, arrivando dapprima alla Capanna San Lucio e in seguito al Passo San Lucio, dove vi è anche l’omonima chiesetta, che per chi non si è mai recato in zona sarà una bellissima sorpresa, soprattutto se in parte sommersa dalla neve. Proseguendo si arriva anche al Rifugio San Lucio, la capanna italiana: il Passo San Lucio è infatti raggiungibile anche dall’Italia, dalla Val Cavargna.

Dal passo si gode di un panorama pazzesco sulle due vallate e sulle cime circostanti, dal Gazzirola al Monte Bar, dalla Cima di Fojorina al Monte Cucco, solo per citarne alcune. Le idee per altre racchettate nascono, spesso, semplicemente guardandosi in giro.

Unico neo, che mi sento di riportare per gli amanti della tranquillità assoluta: proprio oggi diverse motoslitte rumorose sfrecciano su e giù dai bianchi pendii adiacenti, ciò che guasta decisamente la sensazione di pace percepita per tutta la durata della splendida ascesa da Bogno. Ma nessun problema: basta scendere all’Alpe Cottino per recuperarla. Cosa che facciamo.

Dall’Alpe Cottino, per tornare a Bogno, prendiamo inizialmente lo stesso sentiero dell’andata ma dopo una decina di minuti di cammino decidiamo di seguire la prima deviazione che incontriamo sulla destra verso Cozzo. Ci godiamo così una discesa completamente soleggiata, fino ad arrivare in zona Campasc. Qui il sentiero si divide: a destra va verso Cozzo e a sinistra torna su Bogno. La pendenza è decisa, quindi i ruzzoloni in mezzo alla neve sono garantiti!

Escursione splendida, facile, a portata di tutti!

Quanta gioia ad alta quota per la racchettata al San Lucio?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 1H40 circa, RITORNO: 1H circa
LUNGHEZZA7 KM
DISLIVELLO636 M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSOAlla Capanna San Lucio o al Rifugio San Lucio
ACQUA SUL PERCORSOA INIZIO PERCORSO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICISÌ, SULLA VAL COLLA
PARCHEGGIOSCARSI

Qualche immagine…