Cima di Medeglia

In quest’estate dalla meteo pazzerella, la montagna (e il mio blog…) stanno un po’ subendo delle battute d’arresto passeggere, complici devo ammetterlo anche le vacanze, il bisogno di staccare un po’ e riposare e vedere, finalmente, un po’ di mare. Che ancora in Ticino non abbiamo 😉 Finalmente però si prospetta un sabato senza pioggia (almeno fino alle ore 15) e quindi decidiamo di fare una passeggiata non troppo lunga, che ci permetta comunque di respirare l’aria di montagna. Optiamo quindi per la Cima di Medeglia e vi assicuro che si rivelerà tutt’altro che un contentino!

Cima di Medeglia: vista su mezzo Ticino!

Dalla Cima di Medeglia, infatti, si gode di una bellissima vista sia sul Luganese, che sul Bellinzonese e sul Locarnese. L’escursione è breve – in tre ore e mezza circa andiamo e torniamo – e la zona che si attraversa, con molti prati e boschi, è davvero bella e merita una visita.

Ecco quindi l’itinerario suggerito…

31 luglio 2021, Medeglia (m702) – Canedo (m848) – Troggiano – Alpe delle Lagonce (m1166) – Cima di Medeglia (m1260) – Motto della Costa (m1164) – La Coste (m1039) – A Camarè – Medeglia (m702)

Itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Lasciamo l’auto alla fine del paese di Medeglia dove, sulla sinistra della strada, vi è un comodo parcheggio. Il sentiero parte proprio qui e i cartelli gialli lo indicano chiaramente. Si parte attraversando il nucleo e dirigendosi, quasi subito, sulla sinistra dello stesso. Si giunge in poco tempo su una strada asfaltata, da cui parte una scalinata con altri cartelli gialli. Non si può sbagliare. Si segue quindi il sentiero fino a un altro bivio: qui si può decidere se andare alla cima di Medaglia passando dai Monti di Medeglia o se salire passando da Canedo. Che è quello che scegliamo di fare noi.

L’inizio di giornata è decisamente difficile: pioviggina, è umido e per arrivare fino a Canedo – che è un nucleo bellissimo che non conoscevo- bisogna percorrere una strada asfaltata. E noi odiamo le strade asfaltate!

Da Canedo però, fortunatamente, torniamo presto sul sentiero. Quest’ultimo sale in modo piuttosto deciso ma fortunatamente all’ombra, così ci ripariamo da un piccolo sfogo di pioggia. Il tempo di fermarci e smette di piovere e, anzi, esce addirittura il sole! Piano piano la nostra giornata prende una piega diversa!

In circa mezzora di cammino arriviamo a Troggiano, un gruppo di cascine molto affascinante, da cui si ha una bellissima visuale sul Monte Tamaro. È il posto ideale per una breve pausa prima di ripartire. Dopo un’altra mezzoretta di camminata arriviamo all’Alpe delle Lagonce, abitata da una quantità innumerevole di capre e dal loro pastore. Il posto è molto bello ed è impossibile non notare il verde intenso dei pascoli e degli alberi. L’acqua di questi giorni ha decisamente fatto bene alla natura!

Siamo vicini alla meta: la Cima di Medeglia dista infatti solo un altro quarto d’ora circa. Di salita, certamente! Arrivati in cima però veniamo immediatamente ripagati. La vista è davvero splendida e a 360 gradi, nonostante ci si trovi “solo” a 1260 metri di altitudine. Si scorge tutta la catena di montagne che dal Monte Tamaro va verso il Monte Lema, con Lugano e il Lago Ceresio in lontananza. Si vede il Piano di Magadino, con il fiume Ticino che scorre e si butta nel Lago Maggiore, e anche Locarno. E infine, si vede la Grande Bellinzona!

Per il ritorno decidiamo di rendere l’itinerario circolare, scendendo verso i Monti di Medeglia, passando però da Camarè per evitare un’altra strada asfaltata. La scelta si rivela azzeccata, anche perché così facendo attraversiamo diversi monti molto belli, tutti da scoprire. Arriviamo a Medeglia in circa un’ora e quindici, prendendocela con calma, super soddisfatti di questa gita!

Quanta gioia ad alta quota per l’escursione alla Cima di Medeglia?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 2H CIRCA, RITORNO: 1H30 CIRCA
LUNGHEZZA10.61 KM
DISLIVELLO644M
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINI
PUNTI PANORAMICIINDUBBIAMENTE
PARCHEGGIOIN PAESE A MEDEGLIA

Qualche immagine…

Dove racchettare in Ticino? Al Monte Boglia, e chi l’avrebbe mai detto!

Capita, puntualmente, che al primo fiocco di neve venga voglia di fare la prima racchettata della stagione, immersi in un paesaggio fiabesco. Un passaggio che permetta di trascorrere una giornata nella neve, facendo nel contempo sognare la tanto attesa settimana bianca. E quindi, ancor più puntualmente, ci si inizia ad interrogare su dove racchettare in Ticino, magari senza andare troppo lontano e senza stare otto ore in auto. 

Dove racchettare in Ticino? E la risposta…

…quest’anno è tanto semplice quanto poco scontata! Infatti, con la prima nevicata (anche a basse quote) in Ticino è scesa talmente tanta neve che i classici itinerari escursionistici ben si prestano a una passeggiata con le racchette. Scegliamo quindi un itinerario che ci sta tanto a cuore, perché un classico della regione in cui viviamo, ma che non abbiamo mai percorso in inverno: il Monte Boglia! 

Ecco quindi l’itinerario suggerito 

7 dicembre 2020, Bré, area di svago (m800 circa) – Valle dei Cugnoli – Fontana di Busi – Carbonera – Sasso Rosso (m1294) – Monte Boglia (m1516) – Sasso Rosso (m1294) – Carbonera – Fontana di Busi – Materone (m931) – Bré, area di svago (m800 circa) 

Link all’itinerario su Svizzera Mobile

Pronti, partenza, via!

Partiamo dall’area di svago di Bré, dove vi è un comodo parcheggio. Nevica, è grigio e regna una pace assoluta. La quantità di neve caduta nei giorni scorsi ci permette di mettere da subito le ciaspole: incredibile!

Da bambina ho percorso, penso, mille volte la Valle dei Cugnoli, al punto da quasi odiarla. Ma in realtà è un posto splendido, un comodo sentiero ombreggiato, che si arrampica a zig-zag fino ad arrivare alla Fontana di Busi, classica prima pausa dove riposare prima di procedere e bere dalla fontana (e non solo da bambini, anche se questo è un ricordo per me indelebile!). 

Dalla Fontana di Busi si comincia a fare sul serio e si seguono i cartelli in direzione Monte Boglia. La neve inizia a essere davvero abbondante e si affonda sempre di più! Siamo quasi da soli e c’è un silenzio incredibile! 

Il sentiero non presenta grandi difficoltà, basta procedere passo dopo passo – racchetta dopo racchetta in questo caso – facendo attenzione unicamente alla neve che cade dagli alberi! Arrivati al Sasso Rosso il sentiero diventa più stretto e il ricordo delle gite al Boglia in estate diventa vivido: da qui le curve per salire sono sempre di più e gli alberi sempre di meno!

Anche se è inverno non è tanto diverso: le mille curve per salire non sono cambiate e gli alberi nemmeno, con la differenza che le fronde sono appesantite dalla neve e quindi dobbiamo spostarle con le mani per poter continuare a salire! Adoro, sembra di essere in Lapponia! 

Quando finalmente s’inizia a scorgere la croce del Monte Boglia, anche Lugano e il suo lago si fanno timidamente vedere. Ma la visuale sulla città dura ben poco perché riprende a nevicare sul serio. Che si vede sempre bene, invece, è la meta finale… che però non arriva mai!!! Gli ultimi dieci minuti in queste condizioni sono impegnativi ma una volta in cima veniamo ampiamente ripagati. È tutto una meraviglia ed è in questi momenti che mi rendo conto di essere fortunata.

Non ci fermiamo a lungo perché è piuttosto freddo e quindi scendiamo con le nostre ciaspole, che in alcuni momenti si trasformano in degli sci (unicamente per il fatto che io sono molto spesso per terra!). Ci divertiamo come pazzi e una volta arrivati alla Fontana di Busi decidiamo di rientrare a Bré percorrendo un itinerario diverso da quello dell’andata: svoltiamo infatti a sinistra e prendiamo il sentiero che porta dapprima al Matterone e infine in paese. 

Torniamo alla zona di svago beati, certi che la prima ciaspolata al Boglia non la dimenticheremo mai! 

Quanta gioia ad alta quota per la racchettata al Monte Boglia?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATACON LE CIASPOLE: ANDATA 3H, RITORNO 1.5H
LUNGHEZZA9.48 KM
DISLIVELLO783m
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO
ACQUA SUL PERCORSO
ADATTO AI BAMBINISÌ, SE SONO ABITUATI A CAMMINARE
PUNTI PANORAMICIMOLTI (OVVIAMENTE SE NON NEVICA!)
PARCHEGGIO SÌ, ALLA ZONA DI SVAGO DI BRÉ

Qualche immagine…

Escursione al Monte Ferraro – Una vista a 360 gradi sul Sottoceneri

Quando si dice che sopra le nuvole c’è sempre il sole… Salendo in auto la famosa Penüdria, che da Gravesano porta ad Arosio, avevamo davvero il dubbio che potesse essere il giorno sbagliato per un’escursione al Monte Ferraro: c’era decisamente tanta, tantissima nebbia.

Con il sole l’escursione al Monte Ferraro offre un panorama spettacolare!

La nebbia però, arrivati ad Arosio, si è dissolta e ha fortunatamente lasciato posto al sole! Per fortuna, perché dalla cima del Monte Ferraro si gode di una fantastica vista a 360 grandi su tutto il Sottoceneri… e quindi sarebbe davvero un peccato fare questa gita con il brutto tempo.

Ecco quindi l’itinerario suggerito

24 ottobre 2020, Arosio (929m)- La Bassa (1367m) – Monte Ferraro (1493m)- Böscior (1139m) – Arosio (929m)

Link all’itinerario su SvizzeraMobile

Pronti, partenza, via!

Superato, in auto, il nucleo di Arosio, si parcheggia l’auto all’inizio della strada per i Monti. Non si può sbagliare, ci sono un piccolo spazio per 5-6 macchine e una barriera.

Ci avviamo a piedi seguendo la strada asfaltata. Il sentiero parte dolce, in mezzo a uno splendido bosco di castagni, ed è ben segnalato. Subito dopo aver preso la prima deviazione sulla sinistra, invece, di dolce rimane soprattutto il profumo del bosco e delle foglie ancora bagnate dal giorno precedente… perché si inizia a salire in modo più deciso! I colori autunnali delle betulle e dei faggi però sono talmente belli che non ci rendiamo nemmeno conto di fare fatica.

Arriviamo piuttosto velocemente a uno splendido punto panoramico, da dove si vede molto bene il primo tratto della traversata Lema-Tamaro (“Quando la rifacciamo???”), e poi riprendiamo la salita. L’ottima cena della sera prima si fa decisamente sentire (o forse è il vino?) ma siamo qui anche per bruciarla e quindi continuiamo a salire fino ad arrivare a un pianoro denominato La Bassa. Qui il panorama inizia a suggerire alla fotografia. Non solo. Immediatamente, alzando lo sguardo, scorgiamo l’omino di sassi del Monte Ferraro: significa che manca davvero poco!

Seguiamo il sentiero che svolta a destra. In linea d’aria manca davvero poco, sì, ma l’ultimo pezzo è bello in piedi e, soprattutto, sul percorso riposano in modo molto poco pacifico diversi cuccioli di highlander, le mucche scozzesi. Non è che hanno proprio voglia di lasciarci passare: oltre a guardarci di sbieco masticando erba ci fanno sentire veramente due intrusi! Ma la fortuna è dalla nostra parte: accanto a noi c’è un gruppo di ragazze intente a fare pic nic e quindi i simpatici padroni di casa sono più attratti da loro e noi riusciamo a passare un po’ di corsa e (quasi) inosservati.

Quindi ecco, per arrivare in cima bisogna fare uno sforzo in più! Però ne vale davvero la pena. Fatti gli ultimi metri ci si ritrova infatti spiazzati da un panorama pazzesco. La vista è a 360 gradi e in una giornata splendida e tersa come quella di oggi si vede tutto. Dalla Cima dell’Uomo al Pizzo di Claro, dal Camoghé al Gazzirola passando per il Monte Bar, dai Denti della Vecchia al Monte Boglia, dal Generoso al San Salvatore, dal Monte Lema al Monte Tamaro. E in lontananza la Dufourspitze. E chissà quante cime sto dimenticando. Voilà: ora è davvero il momento di sbizzarrirsi con scatti e selfie panoramici.

Pranziamo davanti a questa meraviglia, facciamo – appunto – le foto di rito e poi scendiamo. Giunti alla Bassa, decidiamo di non seguire la via percorsa all’andata ma di rendere circolare l’itinerario, prendendo quindi la deviazione sulla destra, che scende verso Arosio. Dopo una ventina di minuti il sentiero si trasforma in strada sterrata e poi asfaltata.

Siamo presto alla macchina, in tempo per raccogliere qualche castagna. Nel periodo autunnale, infatti, questa zona è molto generosa e, se avete dei bambini, saranno felici di scorrazzare sotto gli alberi. Noi invece, oltre ad aver recuperato facilmente la cena, siamo felici di aver conosciuto meglio anche questa terrazza su parte del Ticino.

Quanta gioia ad alta quota per il Monte Ferraro?

Classificazione: 4 su 5.

Qualche dato…

DURATAANDATA: 1.30 H CIRCA, RITORNO : 1 H CIRCA
LUNGHEZZA9 KM
DISLIVELLO564m
DIFFICOLTÀT2
RISTORO SUL PERCORSONO
FONTI D’ACQUA SUL PERCORSONO
PUNTI PANORAMICIDIVERSI
ADATTO AI BAMBINI
PARCHEGGIO

Qualche immagine…